AMIU GENOVA "clicca immagine"

martedì 16 giugno 2015

Partecipate Genova, protesta dei lavoratori in Consiglio comunale: alla fine manca il numero legale

QUANDO GLIELO DICEVAMO NOI AI SINDACATI DI UNIRCI CON AMT DICEVANO DI NO PERCHE'  LORO ERANO NELLA MERDA E NOI NO,RICORDATE ?
Genova.  Agg. h.17.25  Alla fine la giunta Doria non è riuscita ad approvare la delibera di giunta sulle partecipate per mancanza del numero legale. Solo 20 i consiglieri presenti in aula, uno in meno del minimo. Un consigliere di Sel, uno di Fds, l’M5S, Fi, Ncd e Lista Musso hanno abbandonato l’aula. I sindacati intanto rimangono sul piede di guerra e la prospettiva è uno sciopero congiunto di Amiu, Aster e Amt. Intanto i lavoratori hanno annunciato la loro presenza anche martedì prossimo, quando il consiglio tornerà a discutere la delibera. 
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 http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-genova-alta-tensione-a-tursi-la-protesta-dei-lavoratori-in-consiglio-comunale-90226/

lunedì 1 giugno 2015

Landini: lasciamo perdere...

Volutamente, dopo aver scritto un solo articolo molto perplesso su Landini e sulla sua "coalizione sociale", ho taciuto per mesi. Le perplessità, invero, aumentavano e si mutavano in giudizi negativi, ma non volevo essere accusato di esser prevenuto, di sparare alla schiena di un tentativo in fasce ecc.
Ora, a distanza di due mesi e con la recente dichiarazione programmatica (il programma vero e proprio, nel dettaglio, è stato annunciato per le prossime settimane, dopo che le apposite commissioni di studio avranno prodotto qualcosa) mi pare di aver maturato un giudizio abbastanza preciso: politicamente la coalizione di Landini non esiste. Anzi, ad essere più precisi, è Landini a non esistere politicamente.
Di questa fantomatica coalizione sociale "questo solo possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo".
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Cassa depositi e prestiti: un patrimonio comune

Il governo Renzi vuole proseguire - alla faccia del vittorioso referendum sull'acqua del giugno 2011 - la privatizzazione dei servizi pubblici locali, spingendo i Comuni ad operare maxi-fusioni delle società partecipate per consegnarle a quattro multiutility collocate in Borsa, che si spartiranno tutto il territorio nazionale? Nessun problema: Cassa Depositi e Prestiti ha istituito fondi appositi per finanziare le fusioni e fare da start up per le annessioni dei pesci piccoli da parte dei pesci grossi.
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=120168&typeb=0&Loid=315&cassa-depositi-e-prestiti-un-patrimonio-comune

mercoledì 13 maggio 2015

Amiu, il ‘partner industriale’ diventa ‘partner’: Tursi vota delibera annacquata. Farello: “Soluzione entro l’estate”

Genova. La modifica, frutto in particolare di una trattativa tra la Lista Doria e il partito democratico, era nell’aria da giorni ma si è concretizzata solo ieri, dopo un incontro tra il capogruppo doriano Enrico Pignone e una delegazione di lavoratori.
Così, all’interno della corposa delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate come previsto dalla Finanziaria, dalla parte riguardante il futuro di Amiu la ricerca di un ‘partner industriale’ diventa ‘partner tramite aggregazioni societarie o altre che garantiscano la migliore realizzazione del piano industriale di Amiu”.
Un emendamento di giunta che per oggi è bastato a smorzare la protesta, insieme al fatto che il voto sulla delibera è arrivato solo quando i lavoratori, che avevano riempito gli spalti di Tursi, se ne erano ormai andati, anche se soprattutto tra le rsu sembra più che evidente che si tratti di un emendamento di facciata. 
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 http://www.genova24.it/2015/05/amiu-il-partner-industriale-diventa-partner-tursi-vota-delibera-annacquata-farello-soluzione-entro-estate-88591/

DELIBERA AMIU SU PRIVATIZZAZIONE

 PER I COMPAGNI DELLA C.G.I.L. :
LA RISPOSTA DEL CONSIGLIERE DEL M5S ANDREA BOCCACCIO :
Dopo aver dichiarato la nostra contrarietà alla delibera, al momento del voto:
1-abbiamo ritardato il voto, nella speranza che il numero complessivo di votanti non raggiungesse quota 21 (indipendentemente dal tipo di voto) perchè questo, come avvenuto in passato (anche recentemente sul rendiconto 2014) avrebbe significato la mancanza del numero legale e l’automatica caduta della delibera.
2- Poichè i votanti hanno superato il “quorum” abbiamo poi aggiunto il ns. voto contrario: io con il pulsante. I miei colleghi direttamente con gli scrutatori perchè il tempo di votazione si era nel frattempo esaurito.
Il verbale finale, infatti, riporta almeno 8 voti contrari al posto dei 4 visualizzati a schermo.

Un tentativo (non riuscito) di colpire la maggioranza e la Sua voglia di privatizzazione.
Altro che perdita di credibilità.
Paradossalmente anzi, se anche gli altri 3 che erano contrari (FDS, un pezzo di SEL e non ricordo chi) non avessero votato anzichè pigiare subito il pulsante rosso, la delibera sarebbe caduta.
I loro voti, pur contrari, hanno permesso di raggiungere il quorum e rendere così valida la votazione.
Peccato.

giovedì 7 maggio 2015

Amiu, la delibera sul partner industriale va in aula martedì: lavoratori pronti a nuove proteste

  SI, ASPETTA E SPERA,QUESTI CI HANNO GIA' VENDUTO E STRAVENDUTO; "DA QUANTO E' CHE CIRCOLA LA NOTIZIA DELL'ENTRATA DI IREN...."?
GIA' CI HANNO VENDUTO "ALLE BANCHE" METTENDOCI LA FACCIA CON PREVIAMBIENTE.
Lavoratori che se la prendono anche con i sindacati confederali, auditi in commissione che, a detta di alcuni, “avrebbero potuto dire parole più chiare contro la privatizzazione o quantomeno essere loro a chiedere uno stralcio per avere nuovi approfondimenti”.
Genova. Una commissione Sviluppo economico un po’ ‘pastrocchiata’, ha licenziato oggi la delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate con dentro l’elemento più critico che riguarda la ricerca di un partner industriale per Amiu. Così, come da copione, i lavoratori e i sindacati che la scorsa settimana hanno firmato in Regione un pre-accordo di programma sul futuro dell’azienda partecipata in cui era stato espressamente tolto il richiamo all’arrivo dei privati per trovare le risorse indispensabili agli investimenti che consentiranno di riaprire la discarica di Scarpino, sono stati beffati ritrovandosi dalla porta quello che avevano fatto uscire dalla finestra. 
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GERMANIA paralizzata dallo sciopero dei ferrovieri

ALLE CONFEDERAZIONI SINDACALI: LI TIRIAMO FUORI I COGLIONI SI O NO....?
È iniziato lo sciopero più lungo delle ferrovie tedesche: i macchinisti hanno fermato i treni merci lunedì pomeriggio e da martedì lo stop coinvolge anche quelli passeggeri. Fino a domenica. Sei giorni ininterrotti di astensione che potrebbero causare ingenti danni all’economia: secondo alcune stime oltre 500 milioni di euro, ovvero circa lo 0,1% del Pil del trimestre.
Di fronte all’eclatante iniziativa ha fatto sentire la sua voce anche la cancelliera Angela Merkel che sta sondando la possibilità di una mediazione. Il sindacato dei macchinisti Gdl ha già respinto la proposta ma il capo del Governo ha detto che pur «senza voler intervenire direttamente» la mediazione è l’unica strada percorribile. «È chiaro che i tempi non sono ancora maturi – ha commentato Merkel – ma dobbiamo arrivarci, siamo tutti in attesa di una soluzione». Molto dura la posizione del vicecancelliere e ministro dell’economia Sigmar Gabriel. «Tutte le parti dovrebbero chiedersi se il danno che la protesta potrebbe causare sia proporzionato alla posta in gioco».
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 http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2494

giovedì 30 aprile 2015

Amiu, sospeso lo sciopero di 48 ore: c’è l’accordo ma la delibera su partner privato è solo rinviata

 Ora saranno i lavoratori, in un’assemblea che verrà forse convocata per martedì a dire la loro rispetto al documento firmato dai sindacati confederali e dal coordinamento delle rsu.
Alla fine la firma dell’accordo di programma tra istituzioni, azienda e sindacati è arrivata grazie ad alcune correzioni nella bozza di testo che era stato presentato ieri a Tursi.
Di fatto viene eliminata dalla tabella allegata con cronoprogramma delle azioni del Comune la parte relativa alla scelta “del partner privato in relazione alla sola impiantistica o a tutta Amiu” e viene precisato meglio nelle premesse al documento che condizione fondamentale di qualsiasi azione è “il mantenimento dei livelli occupazionali e la salvaguardia delle condizioni contrattuali dei lavoratori”. Ancora, nel documento viene fatto un richiamo alle ulteriori 30 stabilizzazioni di precari che l’azienda si era impegnata a fare ma che oggi, con i conti in rosso, non è detto che ci saranno. Non a caso nel documento si parla di “definire tempistica relativa alle assunzioni del personale escluso dalla prima tornata di stabilizzazioni, compatibilmente con i bilancio di Amiu”, precisazione esplicitamente voluta dal sindaco Doria, che si sarebbe detto a sottoscrivere impegni che non può mantenere.
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 http://www.genova24.it/2015/04/amiu-sospeso-lo-sciopero-di-48-ore-ce-laccordo-ma-la-delibera-su-partner-privato-e-solo-rinviata-87964/

sabato 25 aprile 2015

INCHIESTA AMIU

si prima delle prime perquisizioni ordinate dalla magistratura ControCorrente aveva denunciato sprechi e operazioni sospette all’interno delle aziende partecipate del Comune di Genova, inclusa AMIU. Noi infatti difendiamo la gestione pubblica e i lavoratori di quelle aziende, non i misfatti degli amministratori nominati dalla politica. Pubblichiamo un nostro intervento uscito sabato scorso sul Secolo XIX.
A proposito di privatizzazioni: scandali e scandaletti italiani, da MafiaCapitale ai più umili appalti in cambio di escort qui a Genova, dimostrano che mentre si discute la cessione delle aziende comunali ai privati, di fatto ai privati sono già stati ceduti interi Comuni. Aziende, faccendieri, cooperative rosse e bianche, grazie all’interessata e spesso ben remunerata mediazione della PD-PDL Spa, già controllano amministrazioni, dirigenti, aziende partecipate e servizi sociali, fanno impresa spartendosi appalti a suon di mazzette e ‘investendo’ soldi (perlopiù pubblici) in nome del ‘meno Stato, più mercato’. E lucrano su rifiuti, immigrati e Rom elargendo mazzette senza discriminazioni a destra, centro e sinistra, secondo l’antico principio italiano per cui ‘o Francia o Spagna purché se magna’. Destra, centro e sinistra, dal canto loro, se le dividono facendo finta di litigare su rifiuti, immigrazione e Rom. Poi tutti insieme ci spiegano a reti unificate che c’è la crisi perché da 40 anni viviamo al di sopra delle nostre possibilità, per colpa dello Statuto dei Lavoratori e perché i dipendenti delle aziende partecipate costano troppo.
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 http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2179