Genova. La modifica, frutto in particolare di una
trattativa tra la Lista Doria e il partito democratico, era nell’aria da
giorni ma si è concretizzata solo ieri, dopo un incontro tra il
capogruppo doriano Enrico Pignone e una delegazione di lavoratori.
Così, all’interno della corposa delibera sulla riorganizzazione delle
società partecipate come previsto dalla Finanziaria, dalla parte
riguardante il futuro di Amiu la ricerca di un ‘partner industriale’
diventa ‘partner tramite aggregazioni societarie o altre che
garantiscano la migliore realizzazione del piano industriale di Amiu”.
Un emendamento di giunta che per oggi è bastato a smorzare la
protesta, insieme al fatto che il voto sulla delibera è arrivato solo
quando i lavoratori, che avevano riempito gli spalti di Tursi, se ne
erano ormai andati, anche se soprattutto tra le rsu sembra più che
evidente che si tratti di un emendamento di facciata.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/05/amiu-il-partner-industriale-diventa-partner-tursi-vota-delibera-annacquata-farello-soluzione-entro-estate-88591/
A due anni dal referendum, disatteso il voto di 26 milioni di italiani. E i profitti dei privati sui servizi idrici sono tornati. Ostacolati da pochi sindaci e dalla rivolta dei comitati. Mentre il Pd si spacca.
mercoledì 13 maggio 2015
DELIBERA AMIU SU PRIVATIZZAZIONE
PER I COMPAGNI DELLA C.G.I.L. :
LA RISPOSTA DEL CONSIGLIERE DEL M5S ANDREA BOCCACCIO :
LA RISPOSTA DEL CONSIGLIERE DEL M5S ANDREA BOCCACCIO :
Dopo aver dichiarato la nostra contrarietà alla delibera, al momento del voto:
1-abbiamo
ritardato il voto, nella speranza che il numero complessivo di votanti
non raggiungesse quota 21 (indipendentemente dal tipo di voto) perchè
questo, come avvenuto in passato (anche recentemente sul rendiconto
2014) avrebbe significato la mancanza del numero legale e l’automatica
caduta della delibera.
2- Poichè i votanti hanno
superato il “quorum” abbiamo poi aggiunto il ns. voto contrario: io con
il pulsante. I miei colleghi direttamente con gli scrutatori perchè il
tempo di votazione si era nel frattempo esaurito.
Il verbale finale, infatti, riporta almeno 8 voti contrari al posto dei 4 visualizzati a schermo.
Un tentativo (non riuscito) di colpire la maggioranza e la Sua voglia di privatizzazione.
Altro che perdita di credibilità.
Paradossalmente
anzi, se anche gli altri 3 che erano contrari (FDS, un pezzo di SEL e
non ricordo chi) non avessero votato anzichè pigiare subito il pulsante
rosso, la delibera sarebbe caduta.
I loro voti, pur contrari, hanno permesso di raggiungere il quorum e rendere così valida la votazione.
Peccato.
giovedì 7 maggio 2015
Amiu, la delibera sul partner industriale va in aula martedì: lavoratori pronti a nuove proteste
SI, ASPETTA E SPERA,QUESTI CI HANNO GIA' VENDUTO E STRAVENDUTO; "DA QUANTO E' CHE CIRCOLA LA NOTIZIA DELL'ENTRATA DI IREN...."?
GIA' CI HANNO VENDUTO "ALLE BANCHE" METTENDOCI LA FACCIA CON PREVIAMBIENTE.
Lavoratori che se la prendono anche con i sindacati confederali, auditi in commissione che, a detta di alcuni, “avrebbero potuto dire parole più chiare contro la privatizzazione o quantomeno essere loro a chiedere uno stralcio per avere nuovi approfondimenti”.
Genova. Una commissione Sviluppo economico un po’ ‘pastrocchiata’, ha licenziato oggi la delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate con dentro l’elemento più critico che riguarda la ricerca di un partner industriale per Amiu. Così, come da copione, i lavoratori e i sindacati che la scorsa settimana hanno firmato in Regione un pre-accordo di programma sul futuro dell’azienda partecipata in cui era stato espressamente tolto il richiamo all’arrivo dei privati per trovare le risorse indispensabili agli investimenti che consentiranno di riaprire la discarica di Scarpino, sono stati beffati ritrovandosi dalla porta quello che avevano fatto uscire dalla finestra.
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GIA' CI HANNO VENDUTO "ALLE BANCHE" METTENDOCI LA FACCIA CON PREVIAMBIENTE.
Lavoratori che se la prendono anche con i sindacati confederali, auditi in commissione che, a detta di alcuni, “avrebbero potuto dire parole più chiare contro la privatizzazione o quantomeno essere loro a chiedere uno stralcio per avere nuovi approfondimenti”.
Genova. Una commissione Sviluppo economico un po’ ‘pastrocchiata’, ha licenziato oggi la delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate con dentro l’elemento più critico che riguarda la ricerca di un partner industriale per Amiu. Così, come da copione, i lavoratori e i sindacati che la scorsa settimana hanno firmato in Regione un pre-accordo di programma sul futuro dell’azienda partecipata in cui era stato espressamente tolto il richiamo all’arrivo dei privati per trovare le risorse indispensabili agli investimenti che consentiranno di riaprire la discarica di Scarpino, sono stati beffati ritrovandosi dalla porta quello che avevano fatto uscire dalla finestra.
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GERMANIA paralizzata dallo sciopero dei ferrovieri
ALLE CONFEDERAZIONI SINDACALI: LI TIRIAMO FUORI I COGLIONI SI O NO....?
È iniziato lo sciopero più lungo delle ferrovie tedesche: i macchinisti hanno fermato i treni merci lunedì pomeriggio e da martedì lo stop coinvolge anche quelli passeggeri. Fino a domenica. Sei giorni ininterrotti di astensione che potrebbero causare ingenti danni all’economia: secondo alcune stime oltre 500 milioni di euro, ovvero circa lo 0,1% del Pil del trimestre.
Di fronte all’eclatante iniziativa ha fatto sentire la sua voce anche la cancelliera Angela Merkel che sta sondando la possibilità di una mediazione. Il sindacato dei macchinisti Gdl ha già respinto la proposta ma il capo del Governo ha detto che pur «senza voler intervenire direttamente» la mediazione è l’unica strada percorribile. «È chiaro che i tempi non sono ancora maturi – ha commentato Merkel – ma dobbiamo arrivarci, siamo tutti in attesa di una soluzione». Molto dura la posizione del vicecancelliere e ministro dell’economia Sigmar Gabriel. «Tutte le parti dovrebbero chiedersi se il danno che la protesta potrebbe causare sia proporzionato alla posta in gioco».
LEGGI TUTTO:
http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2494
È iniziato lo sciopero più lungo delle ferrovie tedesche: i macchinisti hanno fermato i treni merci lunedì pomeriggio e da martedì lo stop coinvolge anche quelli passeggeri. Fino a domenica. Sei giorni ininterrotti di astensione che potrebbero causare ingenti danni all’economia: secondo alcune stime oltre 500 milioni di euro, ovvero circa lo 0,1% del Pil del trimestre.
Di fronte all’eclatante iniziativa ha fatto sentire la sua voce anche la cancelliera Angela Merkel che sta sondando la possibilità di una mediazione. Il sindacato dei macchinisti Gdl ha già respinto la proposta ma il capo del Governo ha detto che pur «senza voler intervenire direttamente» la mediazione è l’unica strada percorribile. «È chiaro che i tempi non sono ancora maturi – ha commentato Merkel – ma dobbiamo arrivarci, siamo tutti in attesa di una soluzione». Molto dura la posizione del vicecancelliere e ministro dell’economia Sigmar Gabriel. «Tutte le parti dovrebbero chiedersi se il danno che la protesta potrebbe causare sia proporzionato alla posta in gioco».
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