AMIU GENOVA "clicca immagine"

domenica 21 febbraio 2016

PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO DOPO IL REFERENDUM

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E' L'UNICA NOSTRA SALVEZZA !

Infatti la sentenza n. 24/2011 della Corte 
Costituzionale, come ribadito poc'anzi, ha chiarito in modo inequivocabile che la disciplina di 
riferimento è quella comunitaria. Ciò significa che, dopo l’esito referendario, dal punto di vista 
giuridico, i soggetti deputati all’affidamento del SII, e cioè gli ATO, hanno piena libertà di scelta in 
proposito. Infatti, l’Unione Europea non indica in modo tassativo qual è il modello gestionale del 
servizio idrico, prescrivendo solo che, se si sceglie di “mettere sul mercato” la gestione dello stesso, 
allora occorre rispettare le regole della concorrenza, oppure, se si sceglie la gestione pubblica, ne 
consegue che occorre seguire le regole relative alle Amministrazioni pubbliche.Ora, dunque, assieme 
alle tre forme “canoniche” previste prima del pronunciamento referendario (affidamento tramite gara, 
affidamento diretto a SpA mista con gara “ a doppio oggetto”, per la scelta del socio privato e per la 
gestione operativa, affidamento diretto a SpA a totale capitale pubblico) si affianca la possibilità della 
gestione affidata ad un Ente di diritto pubblico (Azienda speciale o consorzio tra Comuni).

Prendiamo in considerazione la situazione nella quale sia possibile la trasformazione e/o 
trasferimento di azienda, da Spa (a totale capitale pubblico, mista o privata) in Azienda speciale. 
In questo contesto, il passaggio più semplice si verifica quando si tratta di passare da una SpA a 
totale capitale pubblico monoutility ad un’Azienda speciale.
E' PROPIO IL CASO DI AMIU.

Sostanzialmente tutta la questione 
chiama in causa un fatto di pura volontà politica, non esistendo un problema di risorse da impegnare 
per liquidare soci privati, e comporta le normali problematiche di trasformazione d’ azienda, da SpA a 
totale capitale pubblico ad Azienda speciale, anch’essa, come abbiamo visto prima, azienda dotata di 
personalità giuridica.

Detto in altri termini, per noi, il processo di ripubblicizzazione è fortemente 
connesso all’ idea di democrazia partecipativa.
E’ fondamentale iniziare un percorso che porti alla costruzione progressiva di un intreccio tra forme di 
democrazia diretta e forme di democrazia rappresentativa.
Democrazia Partecipativa è per noi il superamento della mera delega alle istituzioni ed implica 
la possibilità di una partecipazione popolare diretta da parte di cittadini e lavoratori alla 
pianificazione ed alla gestione del servizio idrico integrato in cui le/gli abitanti e le/i 
lavoratrici/tori vengano messi a conoscenza dei dati e delle informazioni e abbiano il diritto di 
avanzare proposte .
E  QUESTO DA MOLTO FASTIDIO ai sindacati confederali "non mi riferisco alle rsu che mettono tutta la loro buona volonta' per cambiare le cose,ma chi sta piu' in alto...... fa orecchie da mercante.

Pertanto, anche alla luce di tale sentenza, il patto di stabilità non si applicherebbe a società in house ed 
aziende speciali affidatarie dirette di servizi pubblici locali, nonostante l’art. 25 del decreto liberalizzazioni del governo Monti disponga che le Aziende speciali (e anche le SpA a totale capitale 
pubblico) dal 2013 siano sottoposte al patto di stabilità interno, con un decreto ministeriale da mettere 
a punto entro l’ottobre di quest’anno. 

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