Genova. Oltre due ore di colloquio, privato perché
Giovanni Toti non è ancora ‘ufficialmente’ il presidente della Regione,
ma intenso perché per la prima volta il nuovo governatore della Liguria e
il sindaco di Genova si sono confrontati sui principali temi che
riguardano i rapporti tra le Regione, il Comune capoluogo e la città
metropolitana di cui il sindaco di Genova è il massimo rappresentate.
“Abbiamo parlato di una quindicina di macrotemi – spiega Toti – e
abbiamo messo in fila le priorità. Su alcune abbiamo divergenze per
esempio rispetto all’accoglienza dei profughi su altre ci sono delle
convergenze. In entrambi i casi gli approfondimenti cominceranno nei
prossimi giorni, non appena ci saremo insediati”.
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A due anni dal referendum, disatteso il voto di 26 milioni di italiani. E i profitti dei privati sui servizi idrici sono tornati. Ostacolati da pochi sindaci e dalla rivolta dei comitati. Mentre il Pd si spacca.
martedì 16 giugno 2015
Inceneritori: oltre al danno anche la beffa
L'Italia rischia una procedura di infrazione e una multa per le autorizzazioni agli inceneritori, per non aver ottemperato all'adeguamento della propria normativa di classificazione secondo le norme europee. «Per accontentare le lobby di inceneritoristi pagheremo noi, prima in salute poi in soldoni» dice Sandra Poppi, battagliera esponente della lista civica ModenaSaluteAmbiente che a Modena si sta battendo contro un maxi-impianto sovradimensionato, ma la cui battaglia sta diventando la battaglia di tutti i comitati italiani di cittadini che chiedono a gran voce un radicale cambiamento della politica di gestione dei rifiuti.
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http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/inceneritori_danno_beffa.html
«Beni comuni, si torna indietro. Ci si fa beffe della volontà dei cittadini»
PER IL "COMPAGNO" DI MERENDE WALTER D'AMBROS ROSSO "MICA TANTO".
«I cittadini hanno fatto sentire chiara la loro voce a difesa dei beni comuni; si è raggiunto il top con il referendum 4 anni fa, lo strumento principe di partecipazione garantito dalla Costituzione» spiega Paolo Carsetti del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua. «Ma l’esito non è stato attuato né a livello giuridico nè politico e ultimamente viene messo pericolosamente, seriamente e convintamente in discussione dall’attuale governo.
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http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/beni_comuni_acqua_decreyo_privatizzazioni.html
«I cittadini hanno fatto sentire chiara la loro voce a difesa dei beni comuni; si è raggiunto il top con il referendum 4 anni fa, lo strumento principe di partecipazione garantito dalla Costituzione» spiega Paolo Carsetti del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua. «Ma l’esito non è stato attuato né a livello giuridico nè politico e ultimamente viene messo pericolosamente, seriamente e convintamente in discussione dall’attuale governo.
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http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/beni_comuni_acqua_decreyo_privatizzazioni.html
Partecipate Genova, protesta dei lavoratori in Consiglio comunale: alla fine manca il numero legale
QUANDO GLIELO DICEVAMO NOI AI SINDACATI DI UNIRCI CON AMT DICEVANO DI NO PERCHE' LORO ERANO NELLA MERDA E NOI NO,RICORDATE ?
Genova. Agg. h.17.25 Alla fine la giunta Doria non è riuscita ad approvare la delibera di giunta sulle partecipate per mancanza del numero legale. Solo 20 i consiglieri presenti in aula, uno in meno del minimo. Un consigliere di Sel, uno di Fds, l’M5S, Fi, Ncd e Lista Musso hanno abbandonato l’aula. I sindacati intanto rimangono sul piede di guerra e la prospettiva è uno sciopero congiunto di Amiu, Aster e Amt. Intanto i lavoratori hanno annunciato la loro presenza anche martedì prossimo, quando il consiglio tornerà a discutere la delibera.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-genova-alta-tensione-a-tursi-la-protesta-dei-lavoratori-in-consiglio-comunale-90226/
Genova. Agg. h.17.25 Alla fine la giunta Doria non è riuscita ad approvare la delibera di giunta sulle partecipate per mancanza del numero legale. Solo 20 i consiglieri presenti in aula, uno in meno del minimo. Un consigliere di Sel, uno di Fds, l’M5S, Fi, Ncd e Lista Musso hanno abbandonato l’aula. I sindacati intanto rimangono sul piede di guerra e la prospettiva è uno sciopero congiunto di Amiu, Aster e Amt. Intanto i lavoratori hanno annunciato la loro presenza anche martedì prossimo, quando il consiglio tornerà a discutere la delibera.
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http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-genova-alta-tensione-a-tursi-la-protesta-dei-lavoratori-in-consiglio-comunale-90226/
lunedì 1 giugno 2015
Landini: lasciamo perdere...
Volutamente, dopo aver scritto un solo
articolo molto perplesso su Landini e sulla sua "coalizione sociale", ho
taciuto per mesi. Le perplessità, invero, aumentavano e si mutavano in
giudizi negativi, ma non volevo essere accusato di esser prevenuto, di
sparare alla schiena di un tentativo in fasce ecc.
Ora, a distanza di due mesi e con la
recente dichiarazione programmatica (il programma vero e proprio, nel
dettaglio, è stato annunciato per le prossime settimane, dopo che le
apposite commissioni di studio avranno prodotto qualcosa) mi pare di
aver maturato un giudizio abbastanza preciso: politicamente la
coalizione di Landini non esiste. Anzi, ad essere più precisi, è Landini
a non esistere politicamente.
Di questa fantomatica coalizione sociale "questo solo possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo".
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Cassa depositi e prestiti: un patrimonio comune
Il governo Renzi vuole proseguire - alla faccia del vittorioso
referendum sull'acqua del giugno 2011 - la privatizzazione dei servizi
pubblici locali, spingendo i Comuni ad operare maxi-fusioni delle
società partecipate per consegnarle a quattro multiutility collocate in
Borsa, che si spartiranno tutto il territorio nazionale? Nessun
problema: Cassa Depositi e Prestiti ha istituito fondi appositi per
finanziare le fusioni e fare da start up per le annessioni dei pesci
piccoli da parte dei pesci grossi.
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http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=120168&typeb=0&Loid=315&cassa-depositi-e-prestiti-un-patrimonio-comune
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http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=120168&typeb=0&Loid=315&cassa-depositi-e-prestiti-un-patrimonio-comune
mercoledì 13 maggio 2015
Amiu, il ‘partner industriale’ diventa ‘partner’: Tursi vota delibera annacquata. Farello: “Soluzione entro l’estate”
Genova. La modifica, frutto in particolare di una
trattativa tra la Lista Doria e il partito democratico, era nell’aria da
giorni ma si è concretizzata solo ieri, dopo un incontro tra il
capogruppo doriano Enrico Pignone e una delegazione di lavoratori.
Così, all’interno della corposa delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate come previsto dalla Finanziaria, dalla parte riguardante il futuro di Amiu la ricerca di un ‘partner industriale’ diventa ‘partner tramite aggregazioni societarie o altre che garantiscano la migliore realizzazione del piano industriale di Amiu”.
Un emendamento di giunta che per oggi è bastato a smorzare la
protesta, insieme al fatto che il voto sulla delibera è arrivato solo
quando i lavoratori, che avevano riempito gli spalti di Tursi, se ne
erano ormai andati, anche se soprattutto tra le rsu sembra più che
evidente che si tratti di un emendamento di facciata.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/05/amiu-il-partner-industriale-diventa-partner-tursi-vota-delibera-annacquata-farello-soluzione-entro-estate-88591/
Così, all’interno della corposa delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate come previsto dalla Finanziaria, dalla parte riguardante il futuro di Amiu la ricerca di un ‘partner industriale’ diventa ‘partner tramite aggregazioni societarie o altre che garantiscano la migliore realizzazione del piano industriale di Amiu”.
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http://www.genova24.it/2015/05/amiu-il-partner-industriale-diventa-partner-tursi-vota-delibera-annacquata-farello-soluzione-entro-estate-88591/
DELIBERA AMIU SU PRIVATIZZAZIONE
PER I COMPAGNI DELLA C.G.I.L. :
LA RISPOSTA DEL CONSIGLIERE DEL M5S ANDREA BOCCACCIO :
LA RISPOSTA DEL CONSIGLIERE DEL M5S ANDREA BOCCACCIO :
Dopo aver dichiarato la nostra contrarietà alla delibera, al momento del voto:
1-abbiamo
ritardato il voto, nella speranza che il numero complessivo di votanti
non raggiungesse quota 21 (indipendentemente dal tipo di voto) perchè
questo, come avvenuto in passato (anche recentemente sul rendiconto
2014) avrebbe significato la mancanza del numero legale e l’automatica
caduta della delibera.
2- Poichè i votanti hanno
superato il “quorum” abbiamo poi aggiunto il ns. voto contrario: io con
il pulsante. I miei colleghi direttamente con gli scrutatori perchè il
tempo di votazione si era nel frattempo esaurito.
Il verbale finale, infatti, riporta almeno 8 voti contrari al posto dei 4 visualizzati a schermo.
Un tentativo (non riuscito) di colpire la maggioranza e la Sua voglia di privatizzazione.
Altro che perdita di credibilità.
Paradossalmente
anzi, se anche gli altri 3 che erano contrari (FDS, un pezzo di SEL e
non ricordo chi) non avessero votato anzichè pigiare subito il pulsante
rosso, la delibera sarebbe caduta.
I loro voti, pur contrari, hanno permesso di raggiungere il quorum e rendere così valida la votazione.
Peccato.
giovedì 7 maggio 2015
Amiu, la delibera sul partner industriale va in aula martedì: lavoratori pronti a nuove proteste
SI, ASPETTA E SPERA,QUESTI CI HANNO GIA' VENDUTO E STRAVENDUTO; "DA QUANTO E' CHE CIRCOLA LA NOTIZIA DELL'ENTRATA DI IREN...."?
GIA' CI HANNO VENDUTO "ALLE BANCHE" METTENDOCI LA FACCIA CON PREVIAMBIENTE.
Lavoratori che se la prendono anche con i sindacati confederali, auditi in commissione che, a detta di alcuni, “avrebbero potuto dire parole più chiare contro la privatizzazione o quantomeno essere loro a chiedere uno stralcio per avere nuovi approfondimenti”.
Genova. Una commissione Sviluppo economico un po’ ‘pastrocchiata’, ha licenziato oggi la delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate con dentro l’elemento più critico che riguarda la ricerca di un partner industriale per Amiu. Così, come da copione, i lavoratori e i sindacati che la scorsa settimana hanno firmato in Regione un pre-accordo di programma sul futuro dell’azienda partecipata in cui era stato espressamente tolto il richiamo all’arrivo dei privati per trovare le risorse indispensabili agli investimenti che consentiranno di riaprire la discarica di Scarpino, sono stati beffati ritrovandosi dalla porta quello che avevano fatto uscire dalla finestra.
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GIA' CI HANNO VENDUTO "ALLE BANCHE" METTENDOCI LA FACCIA CON PREVIAMBIENTE.
Lavoratori che se la prendono anche con i sindacati confederali, auditi in commissione che, a detta di alcuni, “avrebbero potuto dire parole più chiare contro la privatizzazione o quantomeno essere loro a chiedere uno stralcio per avere nuovi approfondimenti”.
Genova. Una commissione Sviluppo economico un po’ ‘pastrocchiata’, ha licenziato oggi la delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate con dentro l’elemento più critico che riguarda la ricerca di un partner industriale per Amiu. Così, come da copione, i lavoratori e i sindacati che la scorsa settimana hanno firmato in Regione un pre-accordo di programma sul futuro dell’azienda partecipata in cui era stato espressamente tolto il richiamo all’arrivo dei privati per trovare le risorse indispensabili agli investimenti che consentiranno di riaprire la discarica di Scarpino, sono stati beffati ritrovandosi dalla porta quello che avevano fatto uscire dalla finestra.
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GERMANIA paralizzata dallo sciopero dei ferrovieri
ALLE CONFEDERAZIONI SINDACALI: LI TIRIAMO FUORI I COGLIONI SI O NO....?
È iniziato lo sciopero più lungo delle ferrovie tedesche: i macchinisti hanno fermato i treni merci lunedì pomeriggio e da martedì lo stop coinvolge anche quelli passeggeri. Fino a domenica. Sei giorni ininterrotti di astensione che potrebbero causare ingenti danni all’economia: secondo alcune stime oltre 500 milioni di euro, ovvero circa lo 0,1% del Pil del trimestre.
Di fronte all’eclatante iniziativa ha fatto sentire la sua voce anche la cancelliera Angela Merkel che sta sondando la possibilità di una mediazione. Il sindacato dei macchinisti Gdl ha già respinto la proposta ma il capo del Governo ha detto che pur «senza voler intervenire direttamente» la mediazione è l’unica strada percorribile. «È chiaro che i tempi non sono ancora maturi – ha commentato Merkel – ma dobbiamo arrivarci, siamo tutti in attesa di una soluzione». Molto dura la posizione del vicecancelliere e ministro dell’economia Sigmar Gabriel. «Tutte le parti dovrebbero chiedersi se il danno che la protesta potrebbe causare sia proporzionato alla posta in gioco».
LEGGI TUTTO:
http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2494
È iniziato lo sciopero più lungo delle ferrovie tedesche: i macchinisti hanno fermato i treni merci lunedì pomeriggio e da martedì lo stop coinvolge anche quelli passeggeri. Fino a domenica. Sei giorni ininterrotti di astensione che potrebbero causare ingenti danni all’economia: secondo alcune stime oltre 500 milioni di euro, ovvero circa lo 0,1% del Pil del trimestre.
Di fronte all’eclatante iniziativa ha fatto sentire la sua voce anche la cancelliera Angela Merkel che sta sondando la possibilità di una mediazione. Il sindacato dei macchinisti Gdl ha già respinto la proposta ma il capo del Governo ha detto che pur «senza voler intervenire direttamente» la mediazione è l’unica strada percorribile. «È chiaro che i tempi non sono ancora maturi – ha commentato Merkel – ma dobbiamo arrivarci, siamo tutti in attesa di una soluzione». Molto dura la posizione del vicecancelliere e ministro dell’economia Sigmar Gabriel. «Tutte le parti dovrebbero chiedersi se il danno che la protesta potrebbe causare sia proporzionato alla posta in gioco».
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