"Siamo l'ultimo paese sovietico d'Europa"; con queste parole Erasmo D'Angelis, capo dell'unità di missione Italiasicura e rappresentante del Governo Renzi, ha salutato il battesimo di Utilitalia, la nuova associazione dei gestori di servizi pubblici locali, nata dalla fusione di Federambiente e di Federutility.
"Dobbiamo passare da circa 1.500 società partecipate a 20 società regionali per la gestione dei rifiuti, 5 grandi player
per il servizio idrico integrato, 3 per la distribuzione del gas e 4
per il trasporto pubblico locale. Settore quest'ultimo che va inserito
subito in Utilitalia, perché sarà il primo a bandire le gare per
affidare la gestione dei servizi".
Ecco scodellato in tre righe il programma del governo,
naturalmente non discusso in nessuna sede con i cittadini, gli enti
locali e le comunità territoriali, bensì annunciato di fronte alla nuova holding dei gestori. Anche perché, ai cittadini D'Angelis e Renzi dovrebbero spiegare che ne è della vittoria referendaria del giugno 2011,
con la quale 27 milioni di italiani avevano sancito la gestione
pubblica, partecipativa e senza profitti dell'acqua e dei beni comuni.
LEGGI TUTTO:
http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=121077&typeb=0&Loid=315&la-lobby-delle-multiutility
A due anni dal referendum, disatteso il voto di 26 milioni di italiani. E i profitti dei privati sui servizi idrici sono tornati. Ostacolati da pochi sindaci e dalla rivolta dei comitati. Mentre il Pd si spacca.
lunedì 29 giugno 2015
mercoledì 24 giugno 2015
Partecipate, Pcl: “Incondizionatamente con i lavoratori”
Genova. “Per la seconda volta è andato a vuoto il
tentativo della Giunta Doria di approvare la tanto contestata delibera
comunale sulle partecipate. Ancora una volta è stata decisiva la
mobilitazione dei lavoratori fuori e dentro Palazzo Tursi”. Lo scrive il
Pcl di Genova in una nota.
“E le voci ricorrenti sulla stampa, circa un probabile allargamento della maggioranza ad esponenti di area centrista, sono indicative del fatto che ne’ il Sindaco ne’ tantomeno il PD hanno intenzione di indietreggiare sulla delibera, ma vogliono assicurarsi una maggioranza più solida di quella attuale, per meglio proseguire con le loro politiche antioperaie, senza ulteriori ritardi. Questa delibera si incastra infatti secondo noi in un quadro più complesso che tende alle privatizzazioni dei servizi. Per questo è necessario che i lavoratori delle aziende partecipate proseguano con la lotta, saldando fra loro in un’unica sola vertenza le richieste di Aster, Amiu e AMT per fare pressioni sui sindacati di settore al fine di mantenere alto lo stato di agitazione e tenersi pronti, in qualsiasi momento, a proclamare lo sciopero congiunto per tutte le aziende comunali”, prosegue la nota.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-pcl-incondizionatamente-con-i-lavoratori-90668/
“E le voci ricorrenti sulla stampa, circa un probabile allargamento della maggioranza ad esponenti di area centrista, sono indicative del fatto che ne’ il Sindaco ne’ tantomeno il PD hanno intenzione di indietreggiare sulla delibera, ma vogliono assicurarsi una maggioranza più solida di quella attuale, per meglio proseguire con le loro politiche antioperaie, senza ulteriori ritardi. Questa delibera si incastra infatti secondo noi in un quadro più complesso che tende alle privatizzazioni dei servizi. Per questo è necessario che i lavoratori delle aziende partecipate proseguano con la lotta, saldando fra loro in un’unica sola vertenza le richieste di Aster, Amiu e AMT per fare pressioni sui sindacati di settore al fine di mantenere alto lo stato di agitazione e tenersi pronti, in qualsiasi momento, a proclamare lo sciopero congiunto per tutte le aziende comunali”, prosegue la nota.
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martedì 23 giugno 2015
Tursi, maggioranza verso il centro. Doria ai suoi: “O martedì ci sono i numeri o andiamo a casa”
Genova. Il sindaco di Genova Marco Doria, nella
difficile riunione di maggioranza dopo che per la seconda volta il
consiglio comunale non ha avuto il numero legale per votare la delibera
sul personale delle società partecipate, ha blindato la sua maggioranza,
sostituendo nei fatti i consiglieri Antonio Bruno della Fds (che in
maggioranza non c’è più da tempo) e Gian Pastorino di Sel (che
ufficialmente non è ancora uscito ma non ha preso parte alla riunione)
con i consiglieri del gruppo misto Franco De Benedictis e Salvatore
Mazzei.
Ventuno più il sindaco, i numeri restano strettissimi: e martedì saranno vietate malattie, problemi di lavoro e qualsiasi altro inconveniente che possa far mancare i numeri. L’alternativa è una sola: le dimissioni. Il sindaco lo ha detto chiaramente: se non passerà la delibera sulle partecipate dovrà dimettersi con la conseguenza che il Comune di Genova sarà commissariato perché non ha ancora approvato il Bilancio.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/06/tursi-maggioranza-verso-il-centro-doria-ai-suoi-o-martedi-ci-sono-i-numeri-o-andiamo-a-casa-90624/
Ventuno più il sindaco, i numeri restano strettissimi: e martedì saranno vietate malattie, problemi di lavoro e qualsiasi altro inconveniente che possa far mancare i numeri. L’alternativa è una sola: le dimissioni. Il sindaco lo ha detto chiaramente: se non passerà la delibera sulle partecipate dovrà dimettersi con la conseguenza che il Comune di Genova sarà commissariato perché non ha ancora approvato il Bilancio.
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http://www.genova24.it/2015/06/tursi-maggioranza-verso-il-centro-doria-ai-suoi-o-martedi-ci-sono-i-numeri-o-andiamo-a-casa-90624/
Genova, tra malori e tensione salta ancora la delibera sulle partecipate
Genova. In attesa di sapere se, come dice il proverbio, non ci sarà “due senza tre”, i lavoratori delle aziende partecipate dal Comune incassano un nuovo rinvio della delibera in discussione.
Come accadde martedì scorso, infatti, la seduta del consiglio comunale è saltata per mancanza del numero legale: solo 19 i consiglieri presenti al momento del voto, due in meno dei 21 necessari per rendere valida la riunione. I consiglieri M5S, Fi, Ncd, Lista Musso, Udc, Lega Nord e anche alcuni del Gruppo Misto hanno abbandonato l’aula a inizio seduta per farla saltare. I consiglieri Pd, Lista Doria e Sel rimasti in aula non sono stati sufficienti (erano assenti per motivi personali (Veardo per il Pd e Gibelli per la lista Doria).
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/06/genova-tra-malori-e-tensione-salta-ancora-la-delibera-sulle-partecipate-90605/
Come accadde martedì scorso, infatti, la seduta del consiglio comunale è saltata per mancanza del numero legale: solo 19 i consiglieri presenti al momento del voto, due in meno dei 21 necessari per rendere valida la riunione. I consiglieri M5S, Fi, Ncd, Lista Musso, Udc, Lega Nord e anche alcuni del Gruppo Misto hanno abbandonato l’aula a inizio seduta per farla saltare. I consiglieri Pd, Lista Doria e Sel rimasti in aula non sono stati sufficienti (erano assenti per motivi personali (Veardo per il Pd e Gibelli per la lista Doria).
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domenica 21 giugno 2015
Partecipate, Bruno: “L’unica azione sensata è ritirare la delibera”
L’unica cosa sensata che la Giunta può fare è ritirare la delibera e procedere a processi di ripubblicizzazione e di coinvolgimento di lavoratori e utenti per la riqualificazione dei servizi pubblici essenziali”.
TRADOTTO : AZIENDE SPECIALI.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-bruno-lunica-azione-sensata-e-ritirare-la-delibera-90395/
giovedì 18 giugno 2015
Nuovi licenziamenti in arrivo. Come difendersi?
SPIEGATELO A QUEI CAGASOTTO O COLLUSI DEI SINDACATI.
La crisi economica sta rendendo i licenziamenti lo strumento principe con cui le imprese affrontano i processi di ristrutturazione e qualsiasi timida ripresa non produrrà una crescita significativa delle assunzioni, ma solo maggior utilizzo degli impianti e del tempo di lavoro di operai e impiegati. Inoltre l’enorme numero di disoccupati e di un esercito industriale di riserva con minori diritti e salari più bassi rende più ricattabile chi oggi ha un lavoro.
In tale situazione la difesa del posto di lavoro è difficile ma non impossibile. Fondamentale il rapporto dei delegati con i propri compagni di lavoro e la capacità di un sindacato di organizzarne la resistenza. E’ ovvio che il numero dei dipendenti pesa nel conflitto come nelle vicende della Fincantieri, dell’acciaieria Thyssen Krupp di Terni o in quella della Indesit-Whirlpool.La capacità di mobilitazione da un lato e l’attenzione dei mass media dall’altra sono fattori importanti ma non si sviluppano in modo automatico. Servono uomini e donne che, insieme all’organizzazione sindacale sul posto di lavoro, siano in grado di trasformare una potenzialità in fatti concreti. Convocare assemblee, organizzare cortei, guidare un clima di rabbia e di oggettiva paura è il primo atto su cui basare una resistenza ai licenziamenti. Per questo in alcune fabbriche, a parità di di-pendenti, ciò avviene oppure no. La base di una possibile resistenza parte da dentro l’azienda, dai rap-porti di forza che lì esistono e dalla capacità di legarli all’esterno.
LEGGI TUTTO:
http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2577
La crisi economica sta rendendo i licenziamenti lo strumento principe con cui le imprese affrontano i processi di ristrutturazione e qualsiasi timida ripresa non produrrà una crescita significativa delle assunzioni, ma solo maggior utilizzo degli impianti e del tempo di lavoro di operai e impiegati. Inoltre l’enorme numero di disoccupati e di un esercito industriale di riserva con minori diritti e salari più bassi rende più ricattabile chi oggi ha un lavoro.
In tale situazione la difesa del posto di lavoro è difficile ma non impossibile. Fondamentale il rapporto dei delegati con i propri compagni di lavoro e la capacità di un sindacato di organizzarne la resistenza. E’ ovvio che il numero dei dipendenti pesa nel conflitto come nelle vicende della Fincantieri, dell’acciaieria Thyssen Krupp di Terni o in quella della Indesit-Whirlpool.La capacità di mobilitazione da un lato e l’attenzione dei mass media dall’altra sono fattori importanti ma non si sviluppano in modo automatico. Servono uomini e donne che, insieme all’organizzazione sindacale sul posto di lavoro, siano in grado di trasformare una potenzialità in fatti concreti. Convocare assemblee, organizzare cortei, guidare un clima di rabbia e di oggettiva paura è il primo atto su cui basare una resistenza ai licenziamenti. Per questo in alcune fabbriche, a parità di di-pendenti, ciò avviene oppure no. La base di una possibile resistenza parte da dentro l’azienda, dai rap-porti di forza che lì esistono e dalla capacità di legarli all’esterno.
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http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2577
GENOVA Lavoratori partecipate in Comune. Tagli rinviati
Circa un centinaio di lavoratori delle aziende partecipate AMIU, ASTER, AMT hanno fatto sentire la loro rabbia al consiglio comunale di ieri pomeriggio contro la delibera ‘Linee guida sul personale delle aziende partecipate’, che prevede il congelamento degli stipendi e impone forti vincoli alle assunzioni. ‘Tagliatevi voi! Rispettate i lavoratori! Rispettate la città’ Recitava lo striscione esposto da un gruppo di lavoratori AMIU, mente la sala intonava slogan che ricordavano al PD e ai partiti di maggioranza la sconfitta elettorale di domenica e invocava lo sciopero (vedi il video nella colonna a destra). L’intervento del capogruppo del PD, Farello, è stato seppellito da una salva di fischi.
Si tratta dell’ennesimo attacco portato ai lavoratori delle aziende comunali. Dopo la privatizzazione, che aveva provocato le 5 giornate di ‘scioperi selvaggi’ alla fine del 2013 è il turno di una nuova delibera fondata sul principio che il costo del lavoro non può aumentare, al punto che eventuali aumenti derivanti dalla contrattazione nazionale verrebbero sottratti dagli integrativi aziendali. Un attacco che ancora una volta vede la reazione di una parte dei lavoratori, mentre le organizzazioni sindacali gettano acqua sul fuoco.
LEGGI TUTTO:
http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2575
mercoledì 17 giugno 2015
Partecipate, i lavoratori di Amiu ‘chiamano’ i sindacati: “Mobilitazione massiccia martedì”
Genova. Dopo il successo di partecipazione di ieri
in consiglio comunale che ha portato da un lato a una forte protesta dei
lavoratori sugli spalti dall’altro alla sospensione della delibera
sulle partecipate dopo che alcuni consiglieri sono usciti dall’aula
facendo mancare il numero legale, i lavoratori di Amiu chiedono con
forza che le organizzazioni sindacali promuovano una “nuova e più
massiccia presenza dei lavoratori al prossimo consiglio comunale
utilizzando tutti gli strumenti a disposizione”.
Se le confederazioni di Cgil, Cisl e Uil, infatti, sono in procinto di dichiarare uno sciopero congiunto per le partecipate Aster, Amt e Amiu, è evidente che la data dello scioperò, viste le regole per l’astensione nei servizi pubblici, non potrà che essere successiva a martedì. Per questi i lavoratori chiedono di utilizzare anche strumenti come le assemblee in orario di lavoro e le delegazioni di lavoratori a fine turno per garantire una presenza forte e far sapere al Comune di Genova che quella delibera non deve passare.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-i-lavoratori-di-amiu-chiamano-i-sindacati-mobilitazione-massiccia-martedi-a-tursi-90274/
Se le confederazioni di Cgil, Cisl e Uil, infatti, sono in procinto di dichiarare uno sciopero congiunto per le partecipate Aster, Amt e Amiu, è evidente che la data dello scioperò, viste le regole per l’astensione nei servizi pubblici, non potrà che essere successiva a martedì. Per questi i lavoratori chiedono di utilizzare anche strumenti come le assemblee in orario di lavoro e le delegazioni di lavoratori a fine turno per garantire una presenza forte e far sapere al Comune di Genova che quella delibera non deve passare.
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http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-i-lavoratori-di-amiu-chiamano-i-sindacati-mobilitazione-massiccia-martedi-a-tursi-90274/
martedì 16 giugno 2015
Primo faccia a faccia tra Toti e Doria: dal tpl ai rifiuti, in due ore sul tavolo tutte le criticità
Genova. Oltre due ore di colloquio, privato perché
Giovanni Toti non è ancora ‘ufficialmente’ il presidente della Regione,
ma intenso perché per la prima volta il nuovo governatore della Liguria e
il sindaco di Genova si sono confrontati sui principali temi che
riguardano i rapporti tra le Regione, il Comune capoluogo e la città
metropolitana di cui il sindaco di Genova è il massimo rappresentate.
“Abbiamo parlato di una quindicina di macrotemi – spiega Toti – e
abbiamo messo in fila le priorità. Su alcune abbiamo divergenze per
esempio rispetto all’accoglienza dei profughi su altre ci sono delle
convergenze. In entrambi i casi gli approfondimenti cominceranno nei
prossimi giorni, non appena ci saremo insediati”.
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Inceneritori: oltre al danno anche la beffa
L'Italia rischia una procedura di infrazione e una multa per le autorizzazioni agli inceneritori, per non aver ottemperato all'adeguamento della propria normativa di classificazione secondo le norme europee. «Per accontentare le lobby di inceneritoristi pagheremo noi, prima in salute poi in soldoni» dice Sandra Poppi, battagliera esponente della lista civica ModenaSaluteAmbiente che a Modena si sta battendo contro un maxi-impianto sovradimensionato, ma la cui battaglia sta diventando la battaglia di tutti i comitati italiani di cittadini che chiedono a gran voce un radicale cambiamento della politica di gestione dei rifiuti.
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http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/inceneritori_danno_beffa.html
«Beni comuni, si torna indietro. Ci si fa beffe della volontà dei cittadini»
PER IL "COMPAGNO" DI MERENDE WALTER D'AMBROS ROSSO "MICA TANTO".
«I cittadini hanno fatto sentire chiara la loro voce a difesa dei beni comuni; si è raggiunto il top con il referendum 4 anni fa, lo strumento principe di partecipazione garantito dalla Costituzione» spiega Paolo Carsetti del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua. «Ma l’esito non è stato attuato né a livello giuridico nè politico e ultimamente viene messo pericolosamente, seriamente e convintamente in discussione dall’attuale governo.
LEGGI TUTTO:
http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/beni_comuni_acqua_decreyo_privatizzazioni.html
«I cittadini hanno fatto sentire chiara la loro voce a difesa dei beni comuni; si è raggiunto il top con il referendum 4 anni fa, lo strumento principe di partecipazione garantito dalla Costituzione» spiega Paolo Carsetti del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua. «Ma l’esito non è stato attuato né a livello giuridico nè politico e ultimamente viene messo pericolosamente, seriamente e convintamente in discussione dall’attuale governo.
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Partecipate Genova, protesta dei lavoratori in Consiglio comunale: alla fine manca il numero legale
QUANDO GLIELO DICEVAMO NOI AI SINDACATI DI UNIRCI CON AMT DICEVANO DI NO PERCHE' LORO ERANO NELLA MERDA E NOI NO,RICORDATE ?
Genova. Agg. h.17.25 Alla fine la giunta Doria non è riuscita ad approvare la delibera di giunta sulle partecipate per mancanza del numero legale. Solo 20 i consiglieri presenti in aula, uno in meno del minimo. Un consigliere di Sel, uno di Fds, l’M5S, Fi, Ncd e Lista Musso hanno abbandonato l’aula. I sindacati intanto rimangono sul piede di guerra e la prospettiva è uno sciopero congiunto di Amiu, Aster e Amt. Intanto i lavoratori hanno annunciato la loro presenza anche martedì prossimo, quando il consiglio tornerà a discutere la delibera.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-genova-alta-tensione-a-tursi-la-protesta-dei-lavoratori-in-consiglio-comunale-90226/
Genova. Agg. h.17.25 Alla fine la giunta Doria non è riuscita ad approvare la delibera di giunta sulle partecipate per mancanza del numero legale. Solo 20 i consiglieri presenti in aula, uno in meno del minimo. Un consigliere di Sel, uno di Fds, l’M5S, Fi, Ncd e Lista Musso hanno abbandonato l’aula. I sindacati intanto rimangono sul piede di guerra e la prospettiva è uno sciopero congiunto di Amiu, Aster e Amt. Intanto i lavoratori hanno annunciato la loro presenza anche martedì prossimo, quando il consiglio tornerà a discutere la delibera.
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lunedì 1 giugno 2015
Landini: lasciamo perdere...
Volutamente, dopo aver scritto un solo
articolo molto perplesso su Landini e sulla sua "coalizione sociale", ho
taciuto per mesi. Le perplessità, invero, aumentavano e si mutavano in
giudizi negativi, ma non volevo essere accusato di esser prevenuto, di
sparare alla schiena di un tentativo in fasce ecc.
Ora, a distanza di due mesi e con la
recente dichiarazione programmatica (il programma vero e proprio, nel
dettaglio, è stato annunciato per le prossime settimane, dopo che le
apposite commissioni di studio avranno prodotto qualcosa) mi pare di
aver maturato un giudizio abbastanza preciso: politicamente la
coalizione di Landini non esiste. Anzi, ad essere più precisi, è Landini
a non esistere politicamente.
Di questa fantomatica coalizione sociale "questo solo possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo".
LEGGI TUTTO:
Cassa depositi e prestiti: un patrimonio comune
Il governo Renzi vuole proseguire - alla faccia del vittorioso
referendum sull'acqua del giugno 2011 - la privatizzazione dei servizi
pubblici locali, spingendo i Comuni ad operare maxi-fusioni delle
società partecipate per consegnarle a quattro multiutility collocate in
Borsa, che si spartiranno tutto il territorio nazionale? Nessun
problema: Cassa Depositi e Prestiti ha istituito fondi appositi per
finanziare le fusioni e fare da start up per le annessioni dei pesci
piccoli da parte dei pesci grossi.
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http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=120168&typeb=0&Loid=315&cassa-depositi-e-prestiti-un-patrimonio-comune
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