AMIU GENOVA "clicca immagine"

martedì 25 agosto 2015

Genova, Amiu nel mirino del M5S: “Si è lavorato per privatizzare, Comune si costituisca parte civile”

Genova. “Apprendiamo le numerose notizie sul bilancio di Amiu e sulla necessità di formazione di un debito colossale sui rifiuti per i prossimi decenni, situazione che viene a nostro avviso sfruttata per giustificare l’ingresso di Iren nell’azienda partecipata genovese invece che essere sanata con interventi virtuosi. Con il controllo anche di minoranza di Iren, il Comune di Genova abdicherebbe la gestione dei rifiuti a favore di un’azienda privata”. Questo il commento del Movimento 5 Stelle Genova alla situazione di Amiu, l’azienda che si occupa della gestione e dello smaltimento dei rifiuti.
“I costi di Amiu sono lievitati a causa di una gestione senza criterio degli ultimi dieci anni, che ci lascia oggi in eredità una discarica chiusa in entrata ma molto aperta in uscita in termini di produzione di percolato e d’instabilità strutturale da gestire per i prossimi decenni, e circa centomila euro al giorno di costi per bruciare i rifiuti cittadini fuori regione. Per non parlare degli impianti del biogas progettati, cento milioni di euro per produrre ulteriore inquinamento.
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 http://www.genova24.it/2015/08/genova-amiu-nel-mirino-del-m5s-si-e-lavorato-per-privatizzare-comune-si-costituisca-parte-civile-93755/

mercoledì 19 agosto 2015

Emergenza rifiuti, Toti: “L’inceneritore sarà l’ultimo processo di un lungo passaggio”

Liguria. “L’amministrazione che ci ha preceduto ci ha lasciato una raccolta differenziata assolutamente insoddisfacente e un piano di separazione con i biodigestori assolutamente inesistente”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dicendo che l’inceneritore è l’ultimo passaggio di questa filiera.
“L’Europa per la verità ha decretato con la direttiva che chiude le discariche che non si costruiscano altri inceneritori fino a quando non andranno a volume e regime quelli già esistenti – ha proseguito – Nel nord Italia esistono oggi inceneritori che viaggiano al 40-50% e il bacino della Liguria è molto piccolo, circa un milione e seicentomila abitanti, e quindi di per sé non dava lavoro ad un termovalorizzatore”.
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 http://www.genova24.it/2015/08/emergenza-rifiuti-toti-linceneritore-sara-lultimo-processo-di-un-lungo-passaggio-93309/

lunedì 29 giugno 2015

La lobby delle multiutility

"Siamo l'ultimo paese sovietico d'Europa"; con queste parole Erasmo D'Angelis, capo dell'unità di missione Italiasicura e rappresentante del Governo Renzi, ha salutato il battesimo di Utilitalia, la nuova associazione dei gestori di servizi pubblici locali, nata dalla fusione di Federambiente e di Federutility.
"Dobbiamo passare da circa 1.500 società partecipate a 20 società regionali per la gestione dei rifiuti, 5 grandi player per il servizio idrico integrato, 3 per la distribuzione del gas e 4 per il trasporto pubblico locale. Settore quest'ultimo che va inserito subito in Utilitalia, perché sarà il primo a bandire le gare per affidare la gestione dei servizi".
Ecco scodellato in tre righe il programma del governo, naturalmente non discusso in nessuna sede con i cittadini, gli enti locali e le comunità territoriali, bensì annunciato di fronte alla nuova holding dei gestori. Anche perché, ai cittadini D'Angelis e Renzi dovrebbero spiegare che ne è della vittoria referendaria del giugno 2011, con la quale 27 milioni di italiani avevano sancito la gestione pubblica, partecipativa e senza profitti dell'acqua e dei beni comuni.
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 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=121077&typeb=0&Loid=315&la-lobby-delle-multiutility

mercoledì 24 giugno 2015

Partecipate, Pcl: “Incondizionatamente con i lavoratori”

Genova. “Per la seconda volta è andato a vuoto il tentativo della Giunta Doria di approvare la tanto contestata delibera comunale sulle partecipate. Ancora una volta è stata decisiva la mobilitazione dei lavoratori fuori e dentro Palazzo Tursi”. Lo scrive il Pcl di Genova in una nota.
“E le voci ricorrenti sulla stampa, circa un probabile allargamento della maggioranza ad esponenti di area centrista, sono indicative del fatto che ne’ il Sindaco ne’ tantomeno il PD hanno intenzione di indietreggiare sulla delibera, ma vogliono assicurarsi una maggioranza più solida di quella attuale, per meglio proseguire con le loro politiche antioperaie, senza ulteriori ritardi. Questa delibera si incastra infatti secondo noi in un quadro più complesso che tende alle privatizzazioni dei servizi. Per questo è necessario che i lavoratori delle aziende partecipate proseguano con la lotta, saldando fra loro in un’unica sola vertenza le richieste di Aster, Amiu e AMT per fare pressioni sui sindacati di settore al fine di mantenere alto lo stato di agitazione e tenersi pronti, in qualsiasi momento, a proclamare lo sciopero congiunto per tutte le aziende comunali”, prosegue la nota.
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 http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-pcl-incondizionatamente-con-i-lavoratori-90668/

martedì 23 giugno 2015

Tursi, maggioranza verso il centro. Doria ai suoi: “O martedì ci sono i numeri o andiamo a casa”

Genova. Il sindaco di Genova Marco Doria, nella difficile riunione di maggioranza dopo che per la seconda volta il consiglio comunale non ha avuto il numero legale per votare la delibera sul personale delle società partecipate, ha blindato la sua maggioranza, sostituendo nei fatti i consiglieri Antonio Bruno della Fds (che in maggioranza non c’è più da tempo) e Gian Pastorino di Sel (che ufficialmente non è ancora uscito ma non ha preso parte alla riunione) con i consiglieri del gruppo misto Franco De Benedictis e Salvatore Mazzei.
Ventuno più il sindaco, i numeri restano strettissimi: e martedì saranno vietate malattie, problemi di lavoro e qualsiasi altro inconveniente che possa far mancare i numeri. L’alternativa è una sola: le dimissioni. Il sindaco lo ha detto chiaramente: se non passerà la delibera sulle partecipate dovrà dimettersi con la conseguenza che il Comune di Genova sarà commissariato perché non ha ancora approvato il Bilancio.
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 http://www.genova24.it/2015/06/tursi-maggioranza-verso-il-centro-doria-ai-suoi-o-martedi-ci-sono-i-numeri-o-andiamo-a-casa-90624/

Genova, tra malori e tensione salta ancora la delibera sulle partecipate

Genova. In attesa di sapere se, come dice il proverbio, non ci sarà “due senza tre”, i lavoratori delle aziende partecipate dal Comune incassano un nuovo rinvio della delibera in discussione.
Come accadde martedì scorso, infatti, la seduta del consiglio comunale è saltata per mancanza del numero legale: solo 19 i consiglieri presenti al momento del voto, due in meno dei 21 necessari per rendere valida la riunione. I consiglieri M5S, Fi, Ncd, Lista Musso, Udc, Lega Nord e anche alcuni del Gruppo Misto hanno abbandonato l’aula a inizio seduta per farla saltare. I consiglieri Pd, Lista Doria e Sel rimasti in aula non sono stati sufficienti (erano assenti per motivi personali (Veardo per il Pd e Gibelli per la lista Doria).
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 http://www.genova24.it/2015/06/genova-tra-malori-e-tensione-salta-ancora-la-delibera-sulle-partecipate-90605/

domenica 21 giugno 2015

Partecipate, Bruno: “L’unica azione sensata è ritirare la delibera”

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  L’unica cosa sensata che la Giunta può fare è ritirare la delibera e procedere a processi di ripubblicizzazione e di coinvolgimento di lavoratori e utenti per la riqualificazione dei servizi pubblici essenziali”.
TRADOTTO : AZIENDE SPECIALI.
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 http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-bruno-lunica-azione-sensata-e-ritirare-la-delibera-90395/

giovedì 18 giugno 2015

Nuovi licenziamenti in arrivo. Come difendersi?

 SPIEGATELO A QUEI CAGASOTTO O COLLUSI DEI SINDACATI.
La crisi economica  sta rendendo i licenziamenti lo strumento principe con cui le imprese affrontano i processi di ristrutturazione e qualsiasi timida ripresa non produrrà una crescita significativa delle assunzioni, ma solo maggior utilizzo degli impianti e del tempo di lavoro di operai e impiegati. Inoltre l’enorme numero di disoccupati e di un esercito industriale di riserva con minori diritti e salari più bassi rende più ricattabile chi oggi ha un lavoro.
In tale situazione la difesa del posto di lavoro è difficile ma non impossibile. Fondamentale il rapporto dei delegati con i propri compagni di lavoro e la capacità di un sindacato di organizzarne la resistenza. E’ ovvio che il numero dei dipendenti pesa nel conflitto come nelle vicende della Fincantieri, dell’acciaieria  Thyssen Krupp di Terni o in quella della Indesit-Whirlpool.La capacità di mobilitazione da un lato e l’attenzione dei mass media dall’altra sono fattori importanti ma non si sviluppano in modo automatico. Servono uomini e donne che, insieme all’organizzazione sindacale sul posto di lavoro, siano in grado di trasformare una potenzialità in fatti concreti. Convocare assemblee, organizzare cortei, guidare un clima di rabbia e di oggettiva paura è il primo atto su cui basare una resistenza ai licenziamenti. Per questo in alcune fabbriche, a parità di di-pendenti, ciò avviene oppure no. La base di una possibile resistenza parte da dentro l’azienda, dai rap-porti di forza che lì esistono e dalla capacità di legarli all’esterno.
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 http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2577

Società partecipate, proteste a Tursi


GENOVA Lavoratori partecipate in Comune. Tagli rinviati


Circa un centinaio di lavoratori delle aziende partecipate AMIU, ASTER, AMT hanno fatto sentire la loro rabbia al consiglio comunale di ieri pomeriggio contro la delibera ‘Linee guida sul personale delle aziende partecipate’, che prevede il congelamento degli stipendi e impone forti vincoli alle assunzioni. ‘Tagliatevi voi! Rispettate i lavoratori! Rispettate la città’ Recitava lo striscione esposto da un gruppo di lavoratori AMIU, mente la sala intonava slogan che ricordavano al PD e ai partiti di maggioranza la sconfitta elettorale di domenica e invocava lo sciopero (vedi il video nella colonna a destra). L’intervento del capogruppo del PD, Farello, è stato seppellito da una salva di fischi.
Si tratta dell’ennesimo attacco portato ai lavoratori delle aziende comunali. Dopo la privatizzazione, che aveva provocato le 5 giornate di ‘scioperi selvaggi’ alla fine del 2013 è il turno di una nuova delibera fondata sul principio che il costo del lavoro non può aumentare, al punto che eventuali aumenti derivanti dalla contrattazione nazionale verrebbero sottratti dagli integrativi aziendali. Un attacco che ancora una volta vede la reazione di una parte dei lavoratori, mentre le organizzazioni sindacali gettano acqua sul fuoco.
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http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2575