AMIU GENOVA "clicca immagine"

venerdì 4 dicembre 2015

Rifiuti, a Genova Quarto sorgerà una nuova isola ecologica

Rifiuti, a Genova Quarto sorgerà una nuova isola ecologica
GENOVA - Una nuova isola ecologicasorgerà a Quarto Alto, in via delle Campanule, in un area già di proprietà comunale. E sarà adibito a raccogliere i rifiuti urbani da differenziare.
Sarà la prima dl Levante cittadino. L'annuncio è stato dato oggi dall'assessore comunale all'ambiente Italo Porcile. "Abbiamo scelto così perché l'iter è più breve - spiega - non coinvolgerà la Città Metropolitana né la conferenza dei servizi. E costerà meno".
LEGGI TUTTO:

Piano rifiuti, via libera alla filiera trasparente. M5s: "Una vittoria, usciamo da un'era arcaica"

Piano rifiuti, via libera alla filiera trasparente. M5s: "Una vittoria, usciamo da un'era arcaica"
GENOVA - “Finalmente usciamo da un'era arcaica in cui i rifiuti sono considerati solo materia da smaltire”. È il commento di Francesco Battistini, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, dopo l'approvazione da parte del Consiglio Regionale di due emendamenti nel Piano Rifiuti della Regione.
LEGGI TUTTO:
http://www.primocanale.it/notizie/piano-rifiuti-via-libera-alla-filiera-trasparente-m5s-una-vittoria-usciamo-da-un-era-arcaica--163626.html

venerdì 27 novembre 2015

Sciopero Amiu, lavoratori AMT solidali

invece noi no.il sindacato hai tempi aveva detto:non preoccupatevi,non andateci dietro,noi non siamo messi male come loro;adesso i primi ad essere privatizzati siamo noi.

mercoledì 25 novembre 2015

Rifiuti, un passo verso la fine dell’emergenza: sì (con riserva) a Scarpino 3

scarpino
Genova. Il nuovo polo impiantistico di ‘Scarpino 3’ dovrebbe poter partire in tempi brevi. E’ quanto emerso al termine della conferenza dei servizi sull’autorizzazione ambientale integrata che si è svolta questa mattina nella sede della Città metropolitana, l’ente competente per questo atto, insieme a Regione Liguria, Arpal, Asl, Mediterranea delle Acque, Amiu e Comune di Genova.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/11/rifiuti-un-passo-verso-la-fine-dellemergenza-si-con-riserva-a-scarpino-3-99240/

Appalti, domani Cgil, Cisl e Uil in piazza contro Tursi

Appalti Iren: lavoratori di Coget incatenati a Tursi

COMPLIMENTI,FINO A IERI I SINDACATI IN PRIMIS LA CGIL CI VOLEVA DARE IN PASTO A IREN "LA SALVATRICE DI AMIU....",ADESSO INDICONO UN CORTEO DI PROTESTA CONTRO IREN.
O DA UNA PARTE O DALL'ALTRA,SU UN PO' DI COERENZA.

QUESTI SONO IN COCCA COL GOVERNO.

CAMBIANDO DISCORSO,L'ALTRA VOLTA D'AMBROS SI E' INCAZZATO PERCHE' DEI COLLEGHI GLI HANNO CHIESTO  QUALE TESSERA DI  PARTITO AVESSE E LUI HA RISPOSTO CHE SONO CAZZI SUOI.
E NO CARO WALTER,SONO CAZZI NOSTRI,PERCHE' TI ABBIAMO "NON IO" DELEGATO PER FARE I NOSTRI INTERESSI,NON QUELLI DEL GOVERNO.

Genova. Un corteo unitario di tutte le categorie che hanno a che fare con gli appalti del Comune di Genova. Lo hanno indetto per domani pomeriggio Cgil, Cisl e Uil anche alla luce dell’ultima vicenda dei 19 lavoratori di Coget, che il prossimo 15 dicembre saranno licenziati dopo il mancato rinnovo da parte di Iren dell’appalto per la manutenzione del gas.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/11/appalti-domani-cgil-cisl-e-uil-in-piazza-contro-tursi-99222/

venerdì 2 ottobre 2015

Parma comune riciclone ... e Genova?

BUONA VISIONE.

De Ferrari (M5S): “Biodigestori anaerobici in Liguria? No, grazie!”

centro raccolta rifiuti di Tonnego a Rapallo
Regione. “Nell’ultimo consiglio regionale, con l’interpellanza sul ciclo dei rifiuti, la maggioranza ha definitivamente scoperto le sue carte e, anziché incentivare il compostaggio aerobico (proiettandolo su larga scala regionale negli impianti che già esistono) in modo da restituire sostanza organica di alta qualità ai terreni agricoli senza produrre inquinanti, ha confermato di voler costruire per tutta la Liguria biodigestori anaerobici: megastrutture ad alto tasso di inquinamento, che producono percolato, nano e micro-particolato ed emissioni di gas da pre e post-combustione”. A spiegarlo è Marco De Ferrari, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria.
LEGGI TUTTO:
http://www.genova24.it/2015/10/de-ferrari-m5s-biodigestori-anaerobici-in-liguria-no-grazie-95816/

martedì 25 agosto 2015

Genova, Amiu nel mirino del M5S: “Si è lavorato per privatizzare, Comune si costituisca parte civile”

Genova. “Apprendiamo le numerose notizie sul bilancio di Amiu e sulla necessità di formazione di un debito colossale sui rifiuti per i prossimi decenni, situazione che viene a nostro avviso sfruttata per giustificare l’ingresso di Iren nell’azienda partecipata genovese invece che essere sanata con interventi virtuosi. Con il controllo anche di minoranza di Iren, il Comune di Genova abdicherebbe la gestione dei rifiuti a favore di un’azienda privata”. Questo il commento del Movimento 5 Stelle Genova alla situazione di Amiu, l’azienda che si occupa della gestione e dello smaltimento dei rifiuti.
“I costi di Amiu sono lievitati a causa di una gestione senza criterio degli ultimi dieci anni, che ci lascia oggi in eredità una discarica chiusa in entrata ma molto aperta in uscita in termini di produzione di percolato e d’instabilità strutturale da gestire per i prossimi decenni, e circa centomila euro al giorno di costi per bruciare i rifiuti cittadini fuori regione. Per non parlare degli impianti del biogas progettati, cento milioni di euro per produrre ulteriore inquinamento.
LEGGI TUTTO: 
 http://www.genova24.it/2015/08/genova-amiu-nel-mirino-del-m5s-si-e-lavorato-per-privatizzare-comune-si-costituisca-parte-civile-93755/

mercoledì 19 agosto 2015

Emergenza rifiuti, Toti: “L’inceneritore sarà l’ultimo processo di un lungo passaggio”

Liguria. “L’amministrazione che ci ha preceduto ci ha lasciato una raccolta differenziata assolutamente insoddisfacente e un piano di separazione con i biodigestori assolutamente inesistente”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dicendo che l’inceneritore è l’ultimo passaggio di questa filiera.
“L’Europa per la verità ha decretato con la direttiva che chiude le discariche che non si costruiscano altri inceneritori fino a quando non andranno a volume e regime quelli già esistenti – ha proseguito – Nel nord Italia esistono oggi inceneritori che viaggiano al 40-50% e il bacino della Liguria è molto piccolo, circa un milione e seicentomila abitanti, e quindi di per sé non dava lavoro ad un termovalorizzatore”.
LEGGI TUTTO: 
 http://www.genova24.it/2015/08/emergenza-rifiuti-toti-linceneritore-sara-lultimo-processo-di-un-lungo-passaggio-93309/

lunedì 29 giugno 2015

La lobby delle multiutility

"Siamo l'ultimo paese sovietico d'Europa"; con queste parole Erasmo D'Angelis, capo dell'unità di missione Italiasicura e rappresentante del Governo Renzi, ha salutato il battesimo di Utilitalia, la nuova associazione dei gestori di servizi pubblici locali, nata dalla fusione di Federambiente e di Federutility.
"Dobbiamo passare da circa 1.500 società partecipate a 20 società regionali per la gestione dei rifiuti, 5 grandi player per il servizio idrico integrato, 3 per la distribuzione del gas e 4 per il trasporto pubblico locale. Settore quest'ultimo che va inserito subito in Utilitalia, perché sarà il primo a bandire le gare per affidare la gestione dei servizi".
Ecco scodellato in tre righe il programma del governo, naturalmente non discusso in nessuna sede con i cittadini, gli enti locali e le comunità territoriali, bensì annunciato di fronte alla nuova holding dei gestori. Anche perché, ai cittadini D'Angelis e Renzi dovrebbero spiegare che ne è della vittoria referendaria del giugno 2011, con la quale 27 milioni di italiani avevano sancito la gestione pubblica, partecipativa e senza profitti dell'acqua e dei beni comuni.
LEGGI TUTTO: 
 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=121077&typeb=0&Loid=315&la-lobby-delle-multiutility

mercoledì 24 giugno 2015

Partecipate, Pcl: “Incondizionatamente con i lavoratori”

Genova. “Per la seconda volta è andato a vuoto il tentativo della Giunta Doria di approvare la tanto contestata delibera comunale sulle partecipate. Ancora una volta è stata decisiva la mobilitazione dei lavoratori fuori e dentro Palazzo Tursi”. Lo scrive il Pcl di Genova in una nota.
“E le voci ricorrenti sulla stampa, circa un probabile allargamento della maggioranza ad esponenti di area centrista, sono indicative del fatto che ne’ il Sindaco ne’ tantomeno il PD hanno intenzione di indietreggiare sulla delibera, ma vogliono assicurarsi una maggioranza più solida di quella attuale, per meglio proseguire con le loro politiche antioperaie, senza ulteriori ritardi. Questa delibera si incastra infatti secondo noi in un quadro più complesso che tende alle privatizzazioni dei servizi. Per questo è necessario che i lavoratori delle aziende partecipate proseguano con la lotta, saldando fra loro in un’unica sola vertenza le richieste di Aster, Amiu e AMT per fare pressioni sui sindacati di settore al fine di mantenere alto lo stato di agitazione e tenersi pronti, in qualsiasi momento, a proclamare lo sciopero congiunto per tutte le aziende comunali”, prosegue la nota.
LEGGI TUTTO:
 http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-pcl-incondizionatamente-con-i-lavoratori-90668/

martedì 23 giugno 2015

Tursi, maggioranza verso il centro. Doria ai suoi: “O martedì ci sono i numeri o andiamo a casa”

Genova. Il sindaco di Genova Marco Doria, nella difficile riunione di maggioranza dopo che per la seconda volta il consiglio comunale non ha avuto il numero legale per votare la delibera sul personale delle società partecipate, ha blindato la sua maggioranza, sostituendo nei fatti i consiglieri Antonio Bruno della Fds (che in maggioranza non c’è più da tempo) e Gian Pastorino di Sel (che ufficialmente non è ancora uscito ma non ha preso parte alla riunione) con i consiglieri del gruppo misto Franco De Benedictis e Salvatore Mazzei.
Ventuno più il sindaco, i numeri restano strettissimi: e martedì saranno vietate malattie, problemi di lavoro e qualsiasi altro inconveniente che possa far mancare i numeri. L’alternativa è una sola: le dimissioni. Il sindaco lo ha detto chiaramente: se non passerà la delibera sulle partecipate dovrà dimettersi con la conseguenza che il Comune di Genova sarà commissariato perché non ha ancora approvato il Bilancio.
LEGGI TUTTO: 
 http://www.genova24.it/2015/06/tursi-maggioranza-verso-il-centro-doria-ai-suoi-o-martedi-ci-sono-i-numeri-o-andiamo-a-casa-90624/

Genova, tra malori e tensione salta ancora la delibera sulle partecipate

Genova. In attesa di sapere se, come dice il proverbio, non ci sarà “due senza tre”, i lavoratori delle aziende partecipate dal Comune incassano un nuovo rinvio della delibera in discussione.
Come accadde martedì scorso, infatti, la seduta del consiglio comunale è saltata per mancanza del numero legale: solo 19 i consiglieri presenti al momento del voto, due in meno dei 21 necessari per rendere valida la riunione. I consiglieri M5S, Fi, Ncd, Lista Musso, Udc, Lega Nord e anche alcuni del Gruppo Misto hanno abbandonato l’aula a inizio seduta per farla saltare. I consiglieri Pd, Lista Doria e Sel rimasti in aula non sono stati sufficienti (erano assenti per motivi personali (Veardo per il Pd e Gibelli per la lista Doria).
LEGGI TUTTO: 
 http://www.genova24.it/2015/06/genova-tra-malori-e-tensione-salta-ancora-la-delibera-sulle-partecipate-90605/

domenica 21 giugno 2015

Partecipate, Bruno: “L’unica azione sensata è ritirare la delibera”

.


  L’unica cosa sensata che la Giunta può fare è ritirare la delibera e procedere a processi di ripubblicizzazione e di coinvolgimento di lavoratori e utenti per la riqualificazione dei servizi pubblici essenziali”.
TRADOTTO : AZIENDE SPECIALI.
LEGGI TUTTO: 
 http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-bruno-lunica-azione-sensata-e-ritirare-la-delibera-90395/

giovedì 18 giugno 2015

Nuovi licenziamenti in arrivo. Come difendersi?

 SPIEGATELO A QUEI CAGASOTTO O COLLUSI DEI SINDACATI.
La crisi economica  sta rendendo i licenziamenti lo strumento principe con cui le imprese affrontano i processi di ristrutturazione e qualsiasi timida ripresa non produrrà una crescita significativa delle assunzioni, ma solo maggior utilizzo degli impianti e del tempo di lavoro di operai e impiegati. Inoltre l’enorme numero di disoccupati e di un esercito industriale di riserva con minori diritti e salari più bassi rende più ricattabile chi oggi ha un lavoro.
In tale situazione la difesa del posto di lavoro è difficile ma non impossibile. Fondamentale il rapporto dei delegati con i propri compagni di lavoro e la capacità di un sindacato di organizzarne la resistenza. E’ ovvio che il numero dei dipendenti pesa nel conflitto come nelle vicende della Fincantieri, dell’acciaieria  Thyssen Krupp di Terni o in quella della Indesit-Whirlpool.La capacità di mobilitazione da un lato e l’attenzione dei mass media dall’altra sono fattori importanti ma non si sviluppano in modo automatico. Servono uomini e donne che, insieme all’organizzazione sindacale sul posto di lavoro, siano in grado di trasformare una potenzialità in fatti concreti. Convocare assemblee, organizzare cortei, guidare un clima di rabbia e di oggettiva paura è il primo atto su cui basare una resistenza ai licenziamenti. Per questo in alcune fabbriche, a parità di di-pendenti, ciò avviene oppure no. La base di una possibile resistenza parte da dentro l’azienda, dai rap-porti di forza che lì esistono e dalla capacità di legarli all’esterno.
LEGGI TUTTO: 
 http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2577

Società partecipate, proteste a Tursi


GENOVA Lavoratori partecipate in Comune. Tagli rinviati


Circa un centinaio di lavoratori delle aziende partecipate AMIU, ASTER, AMT hanno fatto sentire la loro rabbia al consiglio comunale di ieri pomeriggio contro la delibera ‘Linee guida sul personale delle aziende partecipate’, che prevede il congelamento degli stipendi e impone forti vincoli alle assunzioni. ‘Tagliatevi voi! Rispettate i lavoratori! Rispettate la città’ Recitava lo striscione esposto da un gruppo di lavoratori AMIU, mente la sala intonava slogan che ricordavano al PD e ai partiti di maggioranza la sconfitta elettorale di domenica e invocava lo sciopero (vedi il video nella colonna a destra). L’intervento del capogruppo del PD, Farello, è stato seppellito da una salva di fischi.
Si tratta dell’ennesimo attacco portato ai lavoratori delle aziende comunali. Dopo la privatizzazione, che aveva provocato le 5 giornate di ‘scioperi selvaggi’ alla fine del 2013 è il turno di una nuova delibera fondata sul principio che il costo del lavoro non può aumentare, al punto che eventuali aumenti derivanti dalla contrattazione nazionale verrebbero sottratti dagli integrativi aziendali. Un attacco che ancora una volta vede la reazione di una parte dei lavoratori, mentre le organizzazioni sindacali gettano acqua sul fuoco.
LEGGI TUTTO:
http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2575

mercoledì 17 giugno 2015

Partecipate, i lavoratori di Amiu ‘chiamano’ i sindacati: “Mobilitazione massiccia martedì”

Genova. Dopo il successo di partecipazione di ieri in consiglio comunale che ha portato da un lato a una forte protesta dei lavoratori sugli spalti dall’altro alla sospensione della delibera sulle partecipate dopo che alcuni consiglieri sono usciti dall’aula facendo mancare il numero legale, i lavoratori di Amiu chiedono con forza che le organizzazioni sindacali promuovano una “nuova e più massiccia presenza dei lavoratori al prossimo consiglio comunale utilizzando tutti gli strumenti a disposizione”.
Se le confederazioni di Cgil, Cisl e Uil, infatti, sono in procinto di dichiarare uno sciopero congiunto per le partecipate Aster, Amt e Amiu, è evidente che la data dello scioperò, viste le regole per l’astensione nei servizi pubblici, non potrà che essere successiva a martedì. Per questi i lavoratori chiedono di utilizzare anche strumenti come le assemblee in orario di lavoro e le delegazioni di lavoratori a fine turno per garantire una presenza forte e far sapere al Comune di Genova che quella delibera non deve passare.
LEGGI TUTTO: 
 http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-i-lavoratori-di-amiu-chiamano-i-sindacati-mobilitazione-massiccia-martedi-a-tursi-90274/

martedì 16 giugno 2015

Primo faccia a faccia tra Toti e Doria: dal tpl ai rifiuti, in due ore sul tavolo tutte le criticità

Genova. Oltre due ore di colloquio, privato perché Giovanni Toti non è ancora ‘ufficialmente’ il presidente della Regione, ma intenso perché per la prima volta il nuovo governatore della Liguria e il sindaco di Genova si sono confrontati sui principali temi che riguardano i rapporti tra le Regione, il Comune capoluogo e la città metropolitana di cui il sindaco di Genova è il massimo rappresentate. “Abbiamo parlato di una quindicina di macrotemi – spiega Toti – e abbiamo messo in fila le priorità. Su alcune abbiamo divergenze per esempio rispetto all’accoglienza dei profughi su altre ci sono delle convergenze. In entrambi i casi gli approfondimenti cominceranno nei prossimi giorni, non appena ci saremo insediati”. 
LEGGI TUTTO: 
 

Inceneritori: oltre al danno anche la beffa

L'Italia rischia una procedura di infrazione e una multa per le autorizzazioni agli inceneritori, per non aver ottemperato all'adeguamento della propria normativa di classificazione secondo le norme europee. «Per accontentare le lobby di inceneritoristi pagheremo noi, prima in salute poi in soldoni» dice Sandra Poppi, battagliera esponente della lista civica ModenaSaluteAmbiente che a Modena si sta battendo contro un maxi-impianto sovradimensionato, ma la cui battaglia sta diventando la battaglia di tutti i comitati italiani di cittadini che chiedono a gran voce un radicale cambiamento della politica di gestione dei rifiuti.

LEGGI TUTTO:

http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/inceneritori_danno_beffa.html


«Beni comuni, si torna indietro. Ci si fa beffe della volontà dei cittadini»

 PER IL "COMPAGNO" DI MERENDE WALTER D'AMBROS ROSSO "MICA TANTO".
«I cittadini hanno fatto sentire chiara la loro voce a difesa dei beni comuni; si è raggiunto il top con il referendum 4 anni fa, lo strumento principe di partecipazione garantito dalla Costituzione» spiega Paolo Carsetti del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua. «Ma l’esito non è stato attuato né a livello giuridico nè politico e ultimamente viene messo pericolosamente, seriamente e convintamente in discussione dall’attuale governo.
LEGGI TUTTO: 
 http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/beni_comuni_acqua_decreyo_privatizzazioni.html

Partecipate Genova, protesta dei lavoratori in Consiglio comunale: alla fine manca il numero legale

QUANDO GLIELO DICEVAMO NOI AI SINDACATI DI UNIRCI CON AMT DICEVANO DI NO PERCHE'  LORO ERANO NELLA MERDA E NOI NO,RICORDATE ?
Genova.  Agg. h.17.25  Alla fine la giunta Doria non è riuscita ad approvare la delibera di giunta sulle partecipate per mancanza del numero legale. Solo 20 i consiglieri presenti in aula, uno in meno del minimo. Un consigliere di Sel, uno di Fds, l’M5S, Fi, Ncd e Lista Musso hanno abbandonato l’aula. I sindacati intanto rimangono sul piede di guerra e la prospettiva è uno sciopero congiunto di Amiu, Aster e Amt. Intanto i lavoratori hanno annunciato la loro presenza anche martedì prossimo, quando il consiglio tornerà a discutere la delibera. 
LEGGI TUTTO: 
 http://www.genova24.it/2015/06/partecipate-genova-alta-tensione-a-tursi-la-protesta-dei-lavoratori-in-consiglio-comunale-90226/

lunedì 1 giugno 2015

Landini: lasciamo perdere...

Volutamente, dopo aver scritto un solo articolo molto perplesso su Landini e sulla sua "coalizione sociale", ho taciuto per mesi. Le perplessità, invero, aumentavano e si mutavano in giudizi negativi, ma non volevo essere accusato di esser prevenuto, di sparare alla schiena di un tentativo in fasce ecc.
Ora, a distanza di due mesi e con la recente dichiarazione programmatica (il programma vero e proprio, nel dettaglio, è stato annunciato per le prossime settimane, dopo che le apposite commissioni di studio avranno prodotto qualcosa) mi pare di aver maturato un giudizio abbastanza preciso: politicamente la coalizione di Landini non esiste. Anzi, ad essere più precisi, è Landini a non esistere politicamente.
Di questa fantomatica coalizione sociale "questo solo possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo".
LEGGI TUTTO:

Cassa depositi e prestiti: un patrimonio comune

Il governo Renzi vuole proseguire - alla faccia del vittorioso referendum sull'acqua del giugno 2011 - la privatizzazione dei servizi pubblici locali, spingendo i Comuni ad operare maxi-fusioni delle società partecipate per consegnarle a quattro multiutility collocate in Borsa, che si spartiranno tutto il territorio nazionale? Nessun problema: Cassa Depositi e Prestiti ha istituito fondi appositi per finanziare le fusioni e fare da start up per le annessioni dei pesci piccoli da parte dei pesci grossi.
LEGGI TUTTO: 
 http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=120168&typeb=0&Loid=315&cassa-depositi-e-prestiti-un-patrimonio-comune

mercoledì 13 maggio 2015

Amiu, il ‘partner industriale’ diventa ‘partner’: Tursi vota delibera annacquata. Farello: “Soluzione entro l’estate”

Genova. La modifica, frutto in particolare di una trattativa tra la Lista Doria e il partito democratico, era nell’aria da giorni ma si è concretizzata solo ieri, dopo un incontro tra il capogruppo doriano Enrico Pignone e una delegazione di lavoratori.
Così, all’interno della corposa delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate come previsto dalla Finanziaria, dalla parte riguardante il futuro di Amiu la ricerca di un ‘partner industriale’ diventa ‘partner tramite aggregazioni societarie o altre che garantiscano la migliore realizzazione del piano industriale di Amiu”.
Un emendamento di giunta che per oggi è bastato a smorzare la protesta, insieme al fatto che il voto sulla delibera è arrivato solo quando i lavoratori, che avevano riempito gli spalti di Tursi, se ne erano ormai andati, anche se soprattutto tra le rsu sembra più che evidente che si tratti di un emendamento di facciata. 
LEGGI TUTTO: 
 http://www.genova24.it/2015/05/amiu-il-partner-industriale-diventa-partner-tursi-vota-delibera-annacquata-farello-soluzione-entro-estate-88591/

DELIBERA AMIU SU PRIVATIZZAZIONE

 PER I COMPAGNI DELLA C.G.I.L. :
LA RISPOSTA DEL CONSIGLIERE DEL M5S ANDREA BOCCACCIO :
Dopo aver dichiarato la nostra contrarietà alla delibera, al momento del voto:
1-abbiamo ritardato il voto, nella speranza che il numero complessivo di votanti non raggiungesse quota 21 (indipendentemente dal tipo di voto) perchè questo, come avvenuto in passato (anche recentemente sul rendiconto 2014) avrebbe significato la mancanza del numero legale e l’automatica caduta della delibera.
2- Poichè i votanti hanno superato il “quorum” abbiamo poi aggiunto il ns. voto contrario: io con il pulsante. I miei colleghi direttamente con gli scrutatori perchè il tempo di votazione si era nel frattempo esaurito.
Il verbale finale, infatti, riporta almeno 8 voti contrari al posto dei 4 visualizzati a schermo.

Un tentativo (non riuscito) di colpire la maggioranza e la Sua voglia di privatizzazione.
Altro che perdita di credibilità.
Paradossalmente anzi, se anche gli altri 3 che erano contrari (FDS, un pezzo di SEL e non ricordo chi) non avessero votato anzichè pigiare subito il pulsante rosso, la delibera sarebbe caduta.
I loro voti, pur contrari, hanno permesso di raggiungere il quorum e rendere così valida la votazione.
Peccato.

giovedì 7 maggio 2015

Amiu, la delibera sul partner industriale va in aula martedì: lavoratori pronti a nuove proteste

  SI, ASPETTA E SPERA,QUESTI CI HANNO GIA' VENDUTO E STRAVENDUTO; "DA QUANTO E' CHE CIRCOLA LA NOTIZIA DELL'ENTRATA DI IREN...."?
GIA' CI HANNO VENDUTO "ALLE BANCHE" METTENDOCI LA FACCIA CON PREVIAMBIENTE.
Lavoratori che se la prendono anche con i sindacati confederali, auditi in commissione che, a detta di alcuni, “avrebbero potuto dire parole più chiare contro la privatizzazione o quantomeno essere loro a chiedere uno stralcio per avere nuovi approfondimenti”.
Genova. Una commissione Sviluppo economico un po’ ‘pastrocchiata’, ha licenziato oggi la delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate con dentro l’elemento più critico che riguarda la ricerca di un partner industriale per Amiu. Così, come da copione, i lavoratori e i sindacati che la scorsa settimana hanno firmato in Regione un pre-accordo di programma sul futuro dell’azienda partecipata in cui era stato espressamente tolto il richiamo all’arrivo dei privati per trovare le risorse indispensabili agli investimenti che consentiranno di riaprire la discarica di Scarpino, sono stati beffati ritrovandosi dalla porta quello che avevano fatto uscire dalla finestra. 
LEGGI TUTTO:

GERMANIA paralizzata dallo sciopero dei ferrovieri

ALLE CONFEDERAZIONI SINDACALI: LI TIRIAMO FUORI I COGLIONI SI O NO....?
È iniziato lo sciopero più lungo delle ferrovie tedesche: i macchinisti hanno fermato i treni merci lunedì pomeriggio e da martedì lo stop coinvolge anche quelli passeggeri. Fino a domenica. Sei giorni ininterrotti di astensione che potrebbero causare ingenti danni all’economia: secondo alcune stime oltre 500 milioni di euro, ovvero circa lo 0,1% del Pil del trimestre.
Di fronte all’eclatante iniziativa ha fatto sentire la sua voce anche la cancelliera Angela Merkel che sta sondando la possibilità di una mediazione. Il sindacato dei macchinisti Gdl ha già respinto la proposta ma il capo del Governo ha detto che pur «senza voler intervenire direttamente» la mediazione è l’unica strada percorribile. «È chiaro che i tempi non sono ancora maturi – ha commentato Merkel – ma dobbiamo arrivarci, siamo tutti in attesa di una soluzione». Molto dura la posizione del vicecancelliere e ministro dell’economia Sigmar Gabriel. «Tutte le parti dovrebbero chiedersi se il danno che la protesta potrebbe causare sia proporzionato alla posta in gioco».
LEGGI TUTTO: 
 http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2494

giovedì 30 aprile 2015

Amiu, sospeso lo sciopero di 48 ore: c’è l’accordo ma la delibera su partner privato è solo rinviata

 Ora saranno i lavoratori, in un’assemblea che verrà forse convocata per martedì a dire la loro rispetto al documento firmato dai sindacati confederali e dal coordinamento delle rsu.
Alla fine la firma dell’accordo di programma tra istituzioni, azienda e sindacati è arrivata grazie ad alcune correzioni nella bozza di testo che era stato presentato ieri a Tursi.
Di fatto viene eliminata dalla tabella allegata con cronoprogramma delle azioni del Comune la parte relativa alla scelta “del partner privato in relazione alla sola impiantistica o a tutta Amiu” e viene precisato meglio nelle premesse al documento che condizione fondamentale di qualsiasi azione è “il mantenimento dei livelli occupazionali e la salvaguardia delle condizioni contrattuali dei lavoratori”. Ancora, nel documento viene fatto un richiamo alle ulteriori 30 stabilizzazioni di precari che l’azienda si era impegnata a fare ma che oggi, con i conti in rosso, non è detto che ci saranno. Non a caso nel documento si parla di “definire tempistica relativa alle assunzioni del personale escluso dalla prima tornata di stabilizzazioni, compatibilmente con i bilancio di Amiu”, precisazione esplicitamente voluta dal sindaco Doria, che si sarebbe detto a sottoscrivere impegni che non può mantenere.
LEGGI TUTTO:
 http://www.genova24.it/2015/04/amiu-sospeso-lo-sciopero-di-48-ore-ce-laccordo-ma-la-delibera-su-partner-privato-e-solo-rinviata-87964/

sabato 25 aprile 2015

INCHIESTA AMIU

si prima delle prime perquisizioni ordinate dalla magistratura ControCorrente aveva denunciato sprechi e operazioni sospette all’interno delle aziende partecipate del Comune di Genova, inclusa AMIU. Noi infatti difendiamo la gestione pubblica e i lavoratori di quelle aziende, non i misfatti degli amministratori nominati dalla politica. Pubblichiamo un nostro intervento uscito sabato scorso sul Secolo XIX.
A proposito di privatizzazioni: scandali e scandaletti italiani, da MafiaCapitale ai più umili appalti in cambio di escort qui a Genova, dimostrano che mentre si discute la cessione delle aziende comunali ai privati, di fatto ai privati sono già stati ceduti interi Comuni. Aziende, faccendieri, cooperative rosse e bianche, grazie all’interessata e spesso ben remunerata mediazione della PD-PDL Spa, già controllano amministrazioni, dirigenti, aziende partecipate e servizi sociali, fanno impresa spartendosi appalti a suon di mazzette e ‘investendo’ soldi (perlopiù pubblici) in nome del ‘meno Stato, più mercato’. E lucrano su rifiuti, immigrati e Rom elargendo mazzette senza discriminazioni a destra, centro e sinistra, secondo l’antico principio italiano per cui ‘o Francia o Spagna purché se magna’. Destra, centro e sinistra, dal canto loro, se le dividono facendo finta di litigare su rifiuti, immigrazione e Rom. Poi tutti insieme ci spiegano a reti unificate che c’è la crisi perché da 40 anni viviamo al di sopra delle nostre possibilità, per colpa dello Statuto dei Lavoratori e perché i dipendenti delle aziende partecipate costano troppo.
LEGGI TUTTO: 
 http://lnx.associazionecontrocorrente.org/site/?p=2179

Italia Nostra: cosa nasconde la proposta di privatizzazione di Amiu?

Non bisogna essere indovino per predire che gli utili della "termovalorizzazione" saranno a favore dei privati, mentre i debiti della raccolta cadranno sulle spalle del Comune e dei cittadini.
 A livello planetario stiamo vivendo una lunga fase di passaggio da una società basata sui consumi e debiti crescenti, senza futuro, ad una nuova, necessariamente più sobria e duratura organizzazione sociale, in cui le pratiche "usa e getta" saranno ridotte al minimo essenziale (presidi igienico-sanitari) e quelle "usa e termovalorizza" saranno abolite, per la loro macroscopica insostenibilità.
 Certamente questo passaggio durerà ancora per qualche decennio, durante i quali, la gestione degli inceneritori sarà sempre più problematica, quantomeno perché ci saranno sempre meno materiali da bruciare, materiali sempre più richiesti dalle nuove attività produttive di riciclo e riuso.
Il gassificatore congelato, la cancellazione di qualunque progetto di raccolta porta a porta, la mancata verifica che il 65% di raccolta differenziata poteva essere raggiunto a Sestri e Pontedecimo, il freno alla raccolta differenziata, la "difficoltà" di trovare aree per gli impianti di compostaggio, sono tutte scelte che aprono la porta al ritorno del mega "termovalorizzatore " di Scarpino, possibilmente a servizio dell'intera Regione.
ecco la finalità di un partner privato.
leggi tutto:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/genova/2013/09/italia-nostra-cosa-nasconde-la-proposta-di-privatizzazione-di-amiu.html

Le immagini della protesta dei lavoratori Amiu in Comune a Genova

PRIMA "PROTESTANO",POI DANNO IL BENESTARE AL PIANO DI RIORDINO DELLE PARTECIPATE "31/03/2015".
ALLA FACCIA DELLA COERENZA.

Genova, privatizzazione dei servizi pubblici: il no delle associazioni

Martedì  19 novembre si terrà a Genova un dibattito sui servizi pubblici e il voto della delibera che ne prevede la privatizzazione e su cui il consiglio comunale è chiamato a decidere quel giorno stesso. L’incontro con i cittadini, organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino di Genova e altre associazioni del territorio, inizierà alle 14,30 presso Palazzo Tursi, in via Garibaldi.
La delibera infatti prevede la privatizzazione di  Amiu, Amt, Aster, bagni e farmacie comunali, oggi società del comune. Slogan delle associazioni: i servizi pubblici si salvano facendoli funzionarenon privatizzandoli! Con le privatizzazioni beni primari per la vita (acqua, rifiuti, mezzi di trasporto…) diventano rendite sicure per i privati che se ne appropriano.
In molti casi è la stessa classe politica che si appropria dei beni pubblici attraverso le aziende che essa controlla (banche, assicurazioni, multiutility, imprese di costruzioni, alimentari ecc. ecc.).
Per UN VERO CAMBIAMENTO le associazioni propongono:
LEGGI TUTTO:
 http://www.difesadelcittadino.it/genova-privatizzazione-dei-servizi-pubblici-il-no-delle-associazioni/8646

GENOVA:LAVORATORI CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI AMIU

Il giorno dell’occupazione del consiglio comunale da parte dei lavoratori di Amt e Aster, era presente anche una piccola rappresentanza di lavoratori di Amiu. Una partecipazione quasi testimoniale (anche se era ben visibile uno striscione), come se la delibera in votazione non riguardasse il futuro dei lavoratori addetti all’igiene urbana. Eppure la delibera, che ha dato inizio alle cinque giornate di scioperi, cortei, blocchi stradali da parte dei lavoratori del TPL, è, a ben vedere, un deciso attacco proprio al futuro aziendale di Amiu, un indirizzo politico che non lascia spazio a dubbi: privatizzare!
Una delibera fortemente voluta dal PD ma sostenuta anche da chi, sulla spinta referendaria del 2011, si è presentato alle ultime elezioni comunali come il “paladino dei beni comuni” (Sel e Lista Doria). Le ragioni addotte dal sindaco per giustificare questa decisione, starebbero nella necessità di superare i vincoli dell’ in-house che impedirebbero ad Amiu di essere competitiva (dove e con chi?), e di regolarizzare i quasi duecento precari che l’azienda in questi anni non ha potuto assumere. Forse il sindaco dimentica che la precarietà di Amiu è strutturale e non ha nulla a che vedere con i vincoli dell’ in-house (tra l’altro questi produrranno effetti solo a partire dal 2015), e che alcune assunzioni dei precari risalgono ad almeno sette anni fa.
LEGGI TUTTO: 

martedì 21 aprile 2015

QUESITO AL SINDACO SUL FUTURO DI AMIU

SIG. SINDACO, SONO DUE LE ALTERNATIVE DA INTRAPRENDERE SUL FUTURO DELL'AZIENDA :

1): SE LEI RISPETTA LA VOLONTA' POPOLARE DEL REFERENDUM SUI BENI COMUNI DEL 2011 RIGUARDANTE IL PRIMO QUESITO :
Volete voi che sia abrogato l'art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall'art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante «Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia», e dall'art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante «Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea», convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?

Abrogazione delle norme

Le norme oggetto di referendum sono state formalmente abrogate con decorrenza 21 luglio 2011 da quattro D.P.R. promulgati il 18 luglio 2011, rispettivamente n. 113, 116, 114 e 115[61].
Tuttavia, l'articolo 4 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138[62], approvato dal Governo Berlusconi, pur con diversa formulazione, va a reintrodurre le norme abrogate dal primo quesito, escludendo però, oltre ai servizi che già non vi rientravano (distribuzione di gas naturale, distribuzione di energia elettrica, servizio di trasporto ferroviario regionale, gestione di farmacie comunali), anche il servizio idrico integrato che è stato il principale oggetto della campagna referendaria.
Il 20 luglio 2012 la Corte costituzionale ha giudicato incostituzionale l'articolo 4 della legge 138/11[63] (di cui sopra) con la seguente motivazione:
« [La legge] viola il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare desumibile dall’articolo 75 della Costituzione »
e ancora:
« Nonostante l’esclusione dall’ambito di applicazione della nuova disciplina del servizio idrico integrato risulta evidente l’analogia, talora la coincidenza, della norma impugnata rispetto a quella abrogata dal voto popolare, nonché l’identità della ‘ratio’ ispiratrice. Tenuto, poi, conto del fatto che l’intento abrogativo espresso con il referendum riguardava pressoché tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica non può ritenersi che l’esclusione del servizio idrico integrato, dal novero dei servizi pubblici locali ai quali una simile disciplina si applica, sia satisfattiva della volontà espressa attraverso la consultazione popolare. »
e infine:
« L’affidamento ai privati è una facoltà e non un obbligo. »
La Corte stabilì inoltre che questa sentenza annulla anche le disposizioni contenute nel primo pacchetto di riforme economiche del marzo 2012 (cresci-Italia)[64] volute dal Governo Monti in materia di privatizzazioni[65][66].
La sentenza potrebbe annullare alcuni provvedimenti nella successiva legge di riordino della spesa pubblica (spending review) del luglio 2012, sempre voluta dal governo Monti[67][68].

DEVE TRASFORMARE L'AZIENDA AMIU S.P.A. IN AZIENDA SPECIALE O AZIENDA SPECIALE CONSORTILE.
UNA PROPOSTA PER I SERVIZI PUBBLICI LOCALI NELL'AREA DI GENOVA REDATTA DAL FORUM BENICOMUNI GENOVA:
• le società di capitale di proprietà del Comune, che gestiscono servizi pubblici, debbono essere trasformate in enti di diritto pubblico (Aziende speciali, o Aziende Speciali Consortili);
• la nomina degli amministratori delle aziende pubbliche, oggi formalmente riservate al sindaco, deve essere tolta dalle mani dei partiti: gli amministratori delle aziende saranno nominati dal Consiglio Comunale all’interno di una ristretta rosa selezionata da una commissione indipendente, cittadini – esperti, scelti per sorteggio da appositi albi;
• le altre decisioni sulle aziende, oggi riservate al Consiglio Comunale, dovranno essere condivise con organismi di partecipazione formati da cittadini e lavoratori delle aziende stesse;
• le aziende dovranno mettere a disposizione di lavoratori e cittadini un flusso continuo di informazioni sulla gestione;
• Il Comune dovrà garantire una gestione integrata dei diversi servizi per sostenere la formazione di un’economia locale diffusa, contenendo il consumo delle risorse naturali all’interno delle capacità del territorio di riprodurle.
Pag.10 piano riordino partecipate :
La norma non richiama le aziende speciali e le istituzioni. e pertanto a rigore di una interpretazione
strettamente letterale tali soggetti vengono esclusi dal perimetro del piano operativo di razionalizzazione e si ritiene che neppure la “vis espansiva ” di alcune pronunce della Corte dei Conti, che interpretavano discipline
sulle società, possono ritenere che esse siano ricomprese.


2):NON RISPETTANDO LA VOLONTA' POPOLARE DEL REFERENDUM SUI BENI COMUNI DEL 2011 RIGUARDANTE IL PRIMO QUESITO CEDENDO una quota delle azioni di AMIU a un socio privato.
si prospetta così lo stesso destino “ACQUA” per un altro servizio essenziale, che sarà gestito a carissimo prezzo (per i cittadini) per estrarne reddito a favore prevalentemente della finanza.
TEMPO DI ATTUAZIONE DI TALE PROVVEDIMENTO : 31/12/2015.

SIGNIFICATOA AZIENDA SPECIALE

AZIENDA SPECIALE
Un'azienda speciale, nell'ordinamento giuridico italiano è un ente pubblico senza scopo di lucro definito quale "ente strumentale" dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale".
Nel linguaggio comune sono spesso definite aziende municipali (o "municipalizzate") se facenti capo a comuni italiani.[senza fonte
STORIA
La prima disciplina di tali aziende risale alla legge 29 marzo 1903, n. 103; il R.D. 15 ottobre 1925, n. 2578, estese alle province la possibilità di costituirle e, similmente alla legge 103/1903, ne affidò la direzione ad un direttore che rispondeva ad una commissione amministratrice, la quale era eletta dal consiglio comunale o provinciale ed eleggeva, nel proprio seno, un presidente. La materia venne poi profondamente innovata dalla legge 8 giugno 1990, n. 142. La norma, introdusse la possibilità di trasformarle in società per azioni, soggette dunque al diritto privato ed alla tassazione poiché - anche se di proprietà interamente pubblica - si tratta di società a scopo di lucro.[1]
Poiché tale trasformazione comportava appunto la tassazione degli utili di tali società, il governo Dini, per incentivare le privatizzazioni (di cui la trasformazione in SpA è il necessario presupposto) garantì con la 28 dicembre 1995, n. 549 una esenzione fiscale triennale a queste nuove società per azioni. Tale agevolazione si configurò tuttavia come misura distorsiva del mercato ed in sede europea nel 1997 fu avviato un procedimento di infrazione verso l'Italia, chiusosi nel 2002 (Rep. 193/2003). Contrariamente a quanto spesso propagandato, la Commissione Europea non ha affatto imposto la privatizzazione dei servizi pubblici, bensì ha ritenuto illegittime incentivazioni pubbliche ed altre agevolazioni fiscali a società di diritto privato che -pur discendendo da ex municipalizzate- operano oggi sul mercato. (Gazzetta Ufficiale UE L77/21 del 24/3/2003).[senza fonte]

Caratteristiche

Esse formalmente sono organismi di diritto pubblico nonché enti strumentali ai sensi dell'art. 114 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 ma aventi natura sostanziale di enti pubblici economici e non nella pubblica amministrazione italiana in quanto - secondo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione 15 dicembre 1997 n. 12654 esercitano attività, strumentale al pubblico interesse, configurabile però come attività di impresa,[2] essendo soggette a tassazione in quanto loro attività di gestione di un servizio pubblico produce reddito imponibile. Sono inoltre sogette, ai sensi del codice dei contratti pubblici, alla normativa sugli appalti pubblici.[3]
La "privatizzazione" nella gestione dei servizi pubblici ha spesso comportato il proliferare di Consigli di Amministrazione, cariche e figure varie ed inoltre in alcuni casi nomine ed assunzioni clientelari e/o il dissesto finanziario di queste società "privatizzate", problemi erroneamente attribuiti alle "municipalizzate" di diritto pubblico ma più spesso da attribuire alla maggior libertà gestionale garantita dalle società di diritto privato da esse scaturite.[senza fonte] Infatti, spesso il termine "municipalizzata" viene usato per indicare la società di diritto privato (SpA, Srl, ecc.) ed a scopo di lucro nata da una privatizzazione che ha trasformato l'originaria azienda municipalizzata, di diritto pubblico, in società di diritto privato il cui capitale sociale può anche, in parte o in toto, essere rimasto nelle mani dell'ente locale di origine (Comune, Provincia, ecc.). Questa trasformazione ha comportato una maggior libertà procedurale nelle assunzioni di personale e nelle nomine della dirigenza, in quanto esse avvengono sulla base in base a norme civilistiche e su direttive "della proprietà" e non più sulla base delle norme pubblicistiche applicabili all'ente locale.[senza fonte]

Disciplina normativa

Prima della legge 142/1990, le aziende speciali - correntemente denominate aziende municipali/provinciali (o municipalizzate/provincializzate) - dal punto di vista sostanziale costituivano organizzazione strumentale all'ente locale per lo svolgimento di taluni compiti consistenti generlamente nell'erogazione di particolari servizi pubblici; non erano cioè dotate di personalità giuridica autonoma e si configuravano come aziende autonome nell'ambito dell'ente locale di riferimento (comune o provincia).
Ai sensi della 142/1990, in particolare all'art. 23 si prevedevano due distinte figure organizzative:
  • l'azienda speciale, ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, autonomia imprenditoriale e proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale;
  • l'istituzione, "organismo strumentale" dell'ente locale per l'esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale ma non di personalità giuridica.
  • organi dell'azienda speciale e dell'istituzione sono il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale compete la responsabilità gestionale;
  • aziende speciali ed istituzioni informano la loro attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l'obbligo del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti;
  • l'ente locale conferisce il capitale di dotazione; determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali.
Ai fini di cui al comma 6 dell'art. 23 della legge 142/1990 sono fondamentali i seguenti atti:
  1. il piano-programma, comprendente un contratto di servizio che disciplini i rapporti tra ente locale ed azienda speciale;
  2. i bilanci economici di previsione pluriennale ed annuale;
  3. il conto consuntivo;
  4. il bilancio di esercizio.
La definizione di "ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale" rispecchia l'art. 114, comma 1 del TUEL, che ha recepito quanto disposto dall'art. 23 della legge 142/1990. La sua definizione comprende anche il fatto che:
  • L'istituzione è organismo strumentale dell'ente locale per l'esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale.
  • Organi dell'azienda e dell'istituzione sono il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale compete la responsabilità gestionale. Le modalità di nomina e revoca degli amministratori sono stabilite dallo statuto dell'ente locale.
  • L'azienda e l'istituzione informano la loro attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l'obbligo del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti.
  • Nell'ambito della legge, l'ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati dal proprio statuto e dai regolamenti, quelli delle istituzioni sono disciplinati dallo statuto e dai regolamenti dell'ente locale da cui dipendono.
  • L'ente locale conferisce il capitale di dotatone, determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali.
  • Il collegio dei revisori dei conti dell'ente locale esercita le sue funzioni anche nei confronti delle istituzioni. Lo statuto dell'azienda speciale prevede un apposito organo, di revisione, nonché forme autonome di verifica della gestione.
Le aziende speciali sono oggi previste dal Titolo V del citato Testo Unico degli Enti Locali che possono eventulmente costituirle per la gestione dei servizi pubblici locali, cioè quei servizi che abbiano per oggetto produzione di beni ed attivita' rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali (art. 112). Si tratta ad esempio della gestione di acquedotti, fognature, trasporto pubblico ecc. Infine le regioni italiane, pur in mancanza di una disciplina specifica a livello statale, analoga a quella relativa ai comuni e alle province, possono costituire aziende autonome al loro interno con legge regionale, in virtù dell'autonomia legislativa di cui sono dotate.

CONSIGLIO COMUNALE DEL 22/04/2015 PRIVATIZZAZIONE AMIU

Domani in consiglio comunale votano la delibera o parte di essa che di fatto ci da in pasto ai privati...
Mi viene difficile pensare che nelle belle segreterie dei nostri sindacati non ne sapessero nulla ma tutto puo essere...anche perche basta andare sul sito del consiglio comunale ed il gioco è fatto mi fa anche pensar male sul fatto che volessero spostare lo sciopero al giorno 27
Chiamate i vostri sindacati e fatevi spiegare qualcosa in merito
Spero che loro domani ci siano .
Aggiungo  che un interlocutore tipo Cavanna dovrebbe attivarsi e dire a Porcile che non si può prendere un impegno x il 29 e poi scoprire che il 22 parlano di noi in comune senza dircelo, perche ovviamente l'incontro potrebbe essere falsato o condizionato da quanto decidono domani.
Noi saremo li alle 9,30 per vigilare ovviamente vige sempre la regola del piu siamo meglio è.

lunedì 20 aprile 2015

TG 3 LIGURIA DEL 20/04

CARMINE LO HAI DETTO : NON C'E' BISOGNO DEI PRIVATI.
peccato pero' che il 31/03 avete dato il benestare al piano di riordino delle partecipate.
alla faccia della coerenza. 
AI MINUTI 2 E 21 SEC.
http://www.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-e76ff69f-39a6-4e43-a278-3566b7d783b2.html

NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 22/04,L'ASSESORE MICELI HA DETTO CHE IL 31 MARZO E' STATO APPROVATO IL PIANO DI RIORDINO DELLE AZIENDE PARTECIPATE "S.P.A.",CON IL BENESTARE DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI.
COMUNQUE FINO AL 31/12, I GIOCHI NON SONO ANCORA FATTI.

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DI AMIU


domenica 19 aprile 2015

DEFINIZIONE E APPROVAZIONE DEL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE E DELLE PARTECIPAZIONI AZIONARIE DEL COMUNE DI GENOVA


La norma non richiama le aziende speciali e le istituzioni. e pertanto a rigore di una interpretazione
strettamente letterale tali soggetti vengono esclusi dal perimetro del piano operativo di razionalizzazione e si
ritiene che neppure la “vis espansiva"
 di alcune pronunce della Corte dei Conti, che interpretavano discipline
sulle società, possono ritenere che esse siano ricomprese.

DATO ATTO che il suddetto Piano contiene la definizione di una proposta di riordino, secondo i criteri
della legge di stabilità per il 2015, con l’indicazione degli interventi necessari, l’individuazione delle società
che ne sono destinatarie, i tempi di attuazione e i risparmi attesi secondo il prospetto riassuntivo sotto riportato:
per amiu : 31 dicembre 2015
 i giochi come qualquno dice.......,non sono ancora fatti,però bisogna lottare.
LEGGI TUTTO:
per quanto riguarda amiu, pag. 31
http://www.comune.genova.it/sites/default/files/piano_di_riordino.pdf1_.pdf