Il
giorno dell’occupazione del consiglio comunale da parte dei lavoratori
di Amt e Aster, era presente anche una piccola rappresentanza di
lavoratori di Amiu. Una partecipazione quasi testimoniale (anche se era
ben visibile uno striscione), come se la delibera in votazione non
riguardasse il futuro dei lavoratori addetti all’igiene urbana. Eppure
la delibera, che ha dato inizio alle cinque giornate di scioperi,
cortei, blocchi stradali da parte dei lavoratori del TPL, è, a ben
vedere, un deciso attacco proprio al futuro aziendale di Amiu, un
indirizzo politico che non lascia spazio a dubbi: privatizzare!
Una
delibera fortemente voluta dal PD ma sostenuta anche da chi, sulla
spinta referendaria del 2011, si è presentato alle ultime elezioni
comunali come il “paladino dei beni comuni” (Sel e Lista Doria). Le
ragioni addotte dal sindaco per giustificare questa decisione,
starebbero nella necessità di superare i vincoli dell’ in-house che
impedirebbero ad Amiu di essere competitiva (dove e con chi?), e di
regolarizzare i quasi duecento precari che l’azienda in questi anni non
ha potuto assumere. Forse il sindaco dimentica che la precarietà di Amiu
è strutturale e non ha nulla a che vedere con i vincoli dell’ in-house
(tra l’altro questi produrranno effetti solo a partire dal 2015), e che
alcune assunzioni dei precari risalgono ad almeno sette anni fa.
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