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giovedì 16 aprile 2015

DEBITI IREN


13 NOVEMBRE 2014
La salita di livello del Po? Preoccupante. Ma non come la risalita del debito di Iren.
La situazione ricorda un po’ la vicenda dei componenti della commissione Grandi Rischi, assolti per il caso delle rassicurazioni fornite agli aquilani pochi giorni prima della tragica scossa. Il presidente di Iren, Francesco Profumo, e qualche testata giornalistica hanno parlato, in riferimento ai bilanci della partecipata, di lenta risalita, ma “la situazione del gruppo che emerge dalla trimestrale al 30 settembre – sostiene Francesco Fantuzzi (Reggio Città aperta) – è ancor più drammatica dei primi sei mesi“.
Il quadro che emerge dall’ultimo rendiconto trimestrale, in effetti, contiene alcuni dati che confortano le preoccupazioni: il fatturato tipico, riferito alla perdita di un 25% di quota di mercato nel settore energia e gas, è calato di un altro 18%.
Tutt’altro che incoraggianti le cifre sul cronico indebitamento, che al 30 giugno risulterebbe in risalita (2.281.000 euro), e sugli oneri finanziari, che – nonostante il calo dei tassi e le emissioni di bond – sono passati dal 2.4% di un anno fa al 3.8%.
Il sospetto che il sistema bancario cominci ad avere dubbi su Iren – conclude amaramente Fantuzzi – è piuttosto fondato. Ormai, solo il decreto Sblocca Italia e la maxifusione rappresentano l’unica ciambella di salvataggio al disastro targato Delrio. Che pagheremo noi, se non riusciremo a impedirla“.

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