AMIU GENOVA "clicca immagine"

giovedì 16 aprile 2015

Una proposta per i servizi pubblici locali nell’area di Genova.



la finalita' dello sciopero di lunedi 20/04 deve essere quella di mantenere l'azienda pubblica.
La popolazione genovese non può essere esclusa dalle decisioni sui servizi pubblici: AMT, AMIU, ASTER, acqua, bagni e farmacie comunali
Il Comune di Genova, in accordo con le politiche nazionali, spinge per la privatizzazio
ne dei servizi pubblici locali.
Il 21 novembre scorso il Consiglio Comunale ha approvato una delibera che costituisce l’ennesimo tradimento del mandato ricevuto dagli elettori da parte di una classe politica che governa da decenni contro l’interesse pubblico.
Per fare questo debbono ignorare la volontà popolare anche quando si è espressa con chiarezza e validamente, nelle forme previste dall’ordinamento, come nei referendum del giugno 2011.
La delibera, attenuata rispetto alla versione originaria grazie a 4 mesi di dura opposizione da parte dei lavoratori, della cittadinanza attiva e di una parte del Consiglio Comunale, ora prevede la cessione di una quota delle azioni di AMIU a un socio privato.
Mentre l’acqua è stata già completamente privatizzata, si prospetta così lo stesso destino per un altro servizio essenziale, che sarà gestito a carissimo prezzo (per i cittadini) per estrarne reddito a favore prevalentemente della finanza.
Il guadagno verrà frenando ancora la raccolta differenziata per produrre Combustibile Solido Secondario da bruciare negli inceneritori, nei cementifici e nelle centrali elettriche, con gravissimi danni per la salute umana, per l’ambiente, per l’economia pubblica.
Noi pensiamo che si debba seguire una via opposta, e su questo vorremmo che ci fosse una vera consultazione della cittadinanza.
NESSUN POTERE PRO TEMPORE HA IL DIRITTO DI DISPORRE DEL PATRIMONIO PUBBLICO A PROPRIO PIACIMENTO, CAUSANDO ALLA COLLETTIVITA’ DANNI IRREVERSIBILI, COME E’ AVVENUTO CON LA VENDITA DELLE DIGHE DEL BRUGNETO E DI VAL NOCI.
Noi movimenti genovesi presentiamo alla cittadinanza una proposta alternativa:
  • le società di capitale di proprietà del Comune, che gestiscono servizi pubblici, debbono essere trasformate in enti di diritto pubblico (Aziende speciali, o Aziende Speciali Consortili);
  • la nomina degli amministratori delle aziende pubbliche, oggi formalmente riservate al sindaco, deve essere tolta dalle mani dei partiti: gli amministratori delle aziende saranno nominati dal Consiglio Comunale all’interno di una ristretta rosa selezionata da una commissione indipendente, cittadini – esperti, scelti per sorteggio da appositi albi;
  • le altre decisioni sulle aziende, oggi riservate al Consiglio Comunale, dovranno essere condivise con organismi di partecipazione formati da cittadini e lavoratori delle aziende stesse;
  • le aziende dovranno mettere a disposizione di lavoratori e cittadini un flusso continuo di informazioni sulla gestione;
  • Il Comune dovrà garantire una gestione integrata dei diversi servizi per sostenere la formazione di un’economia locale diffusa, contenendo il consumo delle risorse naturali all’interno delle capacità del territorio di riprodurle.
Chiediamo all’amministrazione comunale di discutere e realizzare questo programma, o in alternativa di attuare, secondo l’art. 23 dello Statuto del Comune, un referendum consultivo in cui si chieda alla popolazione genovese se è favorevole alla privatizzazione dell’acqua, di AMIU, AMT, ASTER, dei bagni e delle farmacie comunali, oppure se preferisce una gestione pubblica.

Nessun commento:

Posta un commento